Da Ponticelli a Scampia passando per Forcella, i clan «tentati» dal cartello

Il Mattino, Martedì 3 Novembre 2015,

Da Ponticelli a Scampia passando per Forcella, i clan «tentati» dal cartello

di Giuseppe Crimaldi

Un nuovo asse di camorra unisce i quattro poli roventi che poi corrispondono ai teatri delle faide in corso a Napoli. E tutte le strade, pur partendo da binari diversi, portano a Scampia. Dagli alambicchi dei laboratori criminali escono nuove alchimie. E inediti scenari. Su questo ragionano gli inquirenti impegnati a dipanare i fili di una matasssa maledetta: che dietro le scie di sangue e di morte ci fosse il tentativo di controllare le piazze di spaccio della droga, questo era chiaro e noto; ma che a muovere i fili di tutto potesse essere la mano di un unico burattinaio, questa è cosa inedita e a dir poco inquietante.

Il nuovo cartello criminale parte da Ponticelli e, attraversando il centro storico con Forcella in testa, porta nella zona occidentale per poi virare verso Secondigliano e Scampia. Dalla lettura delle informative di polizia giudiziaria questo è il quadro: i singoli clan egemoni nelle rispettive aree territoriali stanno facendo capo proprio ai signori della droga dell’area nord di Napoli per rifornirsi di stupefacenti. E a dimostrazione di questa tesi ci sono alcuni recenti episodi, a cominciare dal ritrovamento – solo quattro giorni fa ad opera dei carabinieri – di tanti soldi e armi pronte all’uso all’interno di un appartamento di via Ghisleri. In quella casa fino a venerdì abitava una donna, Dora Reca, una delle tante vedove di camorra. Nella controsoffittatura della cucina nascondeva due pistole, munizioni, un giubbotto antiproiettile e tanti soldi. La moglie di Luigi Lucenti – ucciso nel dicembre di tre anni fa durante un regolamento di conti tra scissionisti e “girati” della Vinella Grassi – è anche la madre di Francesco, finito in carcere alcuni mesi fa nel blitz della polizia contro il clan Sibillo di Forcella.

Ed ecco la prima coincidenza: Francesco faceva le estorsioni insieme con Pasquale Sibillo, fratello di Emanuele e oggi imprendibile primula rossa della paranza dei baby-camorristi del centro storico.
Nella casa di Dora Reca sono stati trovati anche dei preziosi orologi Rolex, probabile merce provento delle rapine che si commettono proprio nella zona compresa tra la Stazione Marittima e i Decumani. A riprova del fatto che quando la camorra tesse la rete delle alleanze, allora è indispensabile poter contare su una rete di fiancheggiatori ben pagati e sostenuti anche per nascondere e custodire armi e merce che scotta.

A ben guardare questo è lo stesso filo che lega poi anche Scampia a Ponticelli e al Rione Traiano. Andrea Saraiello – 26 anni, residente al Rione Traiano – venne massacrato da un killer ancora senza volto a due passi da Secondigliano, dove pare avesse iniziato a frequentare i grandi fornitori di cocaina e hascisc che inondano la città di droga. Punito per uno sgarro, forse dai suoi stessi ex amici di Soccavo che non gli avevano perdonato il fatto che si fosse montato la testa tradendo accordi precisi in affatto di “affari”.

E veniamo a Ponticelli. Il quartiere in cui infuria un’altra sanguinosissima faida tra clan locali resta anche uno dei luoghi privilegiati da alcuni affiliati ai clan che si contendono il predominio criminale tra Forcella e il Borgo Sant’Antonio Abate. Qui, nel marzo scorso, venne assassinato un altro giovanissimo: si chiamava Gianmarco Lambiase, aveva solo 21 anni e un peccato originale: si prestava per conto dei Mazzarella a compiere raid e missioni di morte. I sicari dei Sibillo lo stanarono in un circolo ricreativo mentre guardava la partita Napoli-Torino. I killer arrivarono prima della giustizia. Due settimane dopo Gianmarco sarebbe dovuto finire in carcere, destinatario di un’ordinanza cautelare. Ma le sentenze della camorra arrivano spesso prima, e sono inappellabili.

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