Da oggi l’Associazione Caponnetto è presente ed operativa anche nel Trentino Alto Adige e responsabile regionale è l’On. Franca Penasa. Prossima apertura di presidi a Milano e Padova. E’ tutto il nord del Paese sotto attacco delle mafie ed è quindi necessaria sempre di più la presenza di un’Associazione operativa qual’é la Caponnetto.

Non potevamo restare indifferenti al grido di allarme di qualche carissimo amico, che, preoccupato per l’invasione mafiosa del Trentino Alto Adige, ci ha detto ” Deve intervenire l’Associazione Caponnetto”.
La cosa, da una parte, ci inorgoglisce perché ormai in tutto il Paese ci conoscono come una delle poche associazioni antimafia di frontiera che non si limita a fare un’azione esclusivamente retorica, ma che, al contrario, investiga e denuncia collaborando strettamente con gli organismi istituzionali competenti e stimolando chi di questi eventualmente si rendesse carente o inerte; ma, dall’altra, ci preoccupa -e non poco – perché di queste richieste di intervento ce ne cominciano a pervenire da molte parti del Paese e noi non siamo assolutamente in grado al momento, per mancanza di uomini e donne e di risorse, di far fronte a tutte le esigenze.
La selezione che noi facciamo delle persone che chiedono l’iscrizione all’Associazione Caponnetto è rigorosissima in quanto ci ispiriamo, sin dalla nascita, ad alcuni criteri dai quali non intendiamo assolutamente derogare.
Il primo di tali criteri è l’assoluta indipendenza da condizionamenti di natura partitica.
Non vogliamo che l’Associazione sia affiliata a tizio o caio e, ciò, soprattutto, per mantenerci le mani libere ed essere, così, in grado di colpire CHIUNQUE colluda, direttamente od indirettamente, con le mafie.
Quando, infatti, si parla di mafie, bisogna tener conto del fatto che queste hanno SEMPRE una sponda politica ed istituzionale, senza le quali esse morirebbero.
Combattere le mafie, quindi, significa sapere guardare CHI è DIETRO di esse.
E DIETRO CI SONO POLITICI, ALTI FUNZIONARI PUBBLICI, DIRIGENTI DI BANCHE, PROFESSIONISTI E, TALVOLTA, ANCHE QUALCHE MAGISTRATO E QUALCHE RAPPRESENTANTE DELLE FORZE DELL’ORDINE.
E i mafiosi trovano indifferentemente la sponda politica a destra, come al centro e come anche a sinistra.
Senza alcuna distinzione!!!
Il secondo criterio è quello che punta ad evitare eventuali infiltrazioni di mafiosi o loro sodali, come già ci è capitato alcuni anni fa con la richiesta di iscrizione prodottaci da un esponente di una delle famiglie camorristiche più note d’Italia.
Siamo, pertanto, contrari ad iscrizioni di massa e preferiamo, pertanto – per essere, peraltro, più snelli ed operativi – la qualità alla quantità.
Preferiamo essere non numerosi ma buoni, persone convinte, capaci, coraggiose, determinate, che sanno quello che fanno e debbono fare.
E che non abbiano paura a fare la guerra, perché di vera e propria guerra si tratta.
Niente parolai, quindi, o soggetti che tentino di strumentalizzare l’Associazione a fini politici o personali.
Non ci servono e non li vogliamo!
Ovviamente questa nostra scelta comporta il pagamento da parte nostra di prezzi altissimi soprattutto in termini economici, ma anche di tentativi di emarginazione – e talvolta di delegittimazione – da parte di ambienti istituzionali e politici che non gradiscono il nostro attivismo ed il nostro rifiuto di condizionamenti di ogni genere.
Ma a noi sta bene così perché questa è stata l’impronta che abbiamo voluto dare alla nostra Associazione sin dalla sua nascita, oltre dieci anni fa.
Non vogliamo essere il tappetino di chicchessia, bianco, rosso, giallo, azzurro o viola.
Agli amici che vogliono venire nell’Associazione noi ripetiamo fino all’ossessione che un’associazione antimafia seria come la nostra non vende bruscolini e che, per combattere le mafie-siano esse militari, che politiche ed economiche- le parole non servono.
Servono FATTI e non chiacchiere.
E fatti significa scovare i mafiosi e chi li protegge e DENUNCIARLI, stando, peraltro, attenti anche a CHI si denunciano perché anche nelle istituzioni- per non parlare dei partiti politici – sono annidati talpe e sodali dei mafiosi.
Un lavoro, il nostro, complesso, anche rischioso, che può essere fatto solo da persone fidate, convinte e determinate.
Il resto non serve.
Nel nostro Consiglio Direttivo ci sono, fra gli altri, tre ex funzionari di polizia ed il nostro Presidente onorario è un altissimo Magistrato, attualmente in servizio, e questo la dice tutta sulla caratterizzazione e la specificità dell’Associazione Caponnetto che VUOLE essere sempre di più un’associazione OPERATIVA e non parolaia.
Siamo presenti nel Lazio, in Campania, in Molise e da oggi anche in Trentino Alto Adige, dove l’onere di creare un combattivo nucleo è stato assunto dalla brava e coraggiosa Franca Panasa, consigliera regionale e provinciale indipendente.
Abbiamo avuto richieste di adesione da parte di amici di Milano e di Padova ed anche in Lombardia e Veneto stiamo vagliando la possibilità di creare presidi di combattimento.
Ciò soprattutto perché è ormai tutto il nord del Paese sotto forte attacco delle mafie e, quindi, c’è bisogno dapperttutto di un’associazione qual’è la Caponnetto.
A tutti gli amici, però, rivolgiamo una calda raccomandazione.
Noi possiamo dare tutte le coperture necessarie ma è in loco che bisogna creare le strutture organizzative che siano in grado di operare.
Gli operatori debbono essere LOCALI, come LOCALI debbono essere, ad esempio, gli avvocati che si costituiscano a nome dell’Associazione come parte offesa nei procedimenti giudiziari contro le mafie, coloro che raccolgono notizie su insediamenti ed
attività mafiosi, che scrivono dossier da consegnare a DIA, DDA ecc.

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