Da “Il Sole 24 Ore”.Maxi sequestro in Calabria

Gdf di Reggio Calabria, maxi sequestro da 215 milioni di euro 
di Roberto Galullo 

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Per un patrimonio quasi interamente dissequestrato, un altro viene sequestrato. Sempre in Calabria. Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf di Reggio Calabria e il Servizio centrale di Roma hanno infatti appena eseguito, in Calabria e Campania, un provvedimento emesso dalla Sezione misure …

Per un patrimonio quasi interamente dissequestrato, un altro viene sequestrato. Sempre in Calabria. Il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf di Reggio Calabria e il Servizio centrale di Roma hanno infatti appena eseguito, in Calabria e Campania, un provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria con il quale è stato sequestrato preventivamente il patrimonio dell’imprenditore Alfonso Annunziata. Si tratta di quattro imprese e delle quote di due società di capitali, 85 unità immobiliari, 42 rapporti finanziari personali e aziendali nonché di denaro contante per quasi 700mila euro. Il totale fa circa 215 milioni.

Nell’ambito dell’operazione “Bucefalo” di marzo 2015, Annunziata era stato arrestato e proprio in questi giorni si sta celebrando il processo presso il Tribunale di Palmi, che lo vede imputato, tra gli altri, per il reato di associazione mafiosa in quanto ritenuto partecipe alle attività illecite della cosca di ‘ndrangheta Piromalli della Piana di Gioia Tauro. 

Secondo gli inquirenti Annunziata «non è un imprenditore vittima, non è stato e non è costretto a favorire la cosca Piromalli. Al contrario, è un soggetto storicamente legato ai componenti di vertice della famiglia Pironalli, da don Peppino cl. 21 fino a Pino Piromalli cl. 45, (…) ed è, dunque, un soggetto intraneo che si presta da oltre venti anni, volontariamente e consapevolmente, al perseguimento degli scopi imprenditoriali ed economici della predetta cosca, così creando e sviluppando, nel tempo, solide cointeressenze economiche, accompagnate da ingenti investimenti commerciali nel territorio di Gioia Tauro (un esempio per tutti la realizzazione del parco commerciale Annunziata). Annunziata, in definitiva, è da ritenere partecipe della cosca Piromalli, rappresentandone (…) il “cuore imprenditoriale”».

Per gli inquirenti esiste dunque un indissolubile rapporto di cointeressenza economico-criminale tra Alfonso Annunziata e la cosca, che sarebbe nato fin dalla prima metà degli anni ’80, che si sarebbe definitivamente sviluppato tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 e che sarebbe proseguito ininterrottamente fino a o oggi.
Annunziata sarebbe stato un punto di riferimento fondamentale per le attività economiche della cosca Piromalli, svolgendo anche il ruolo di “garante ambientale” per gli imprenditori interessati a operare presso l’omonimo centro commerciale che a lui si rivolgevano nella consapevolezza del suo collegamento con la cosca.
Poche ore prima di questa operazione, un altro ingente patrimonio societario e immobiliare era stato invece quasi interamente dissequestrato. 

Il Tribunale del riesame (Tdl) di Catanzaro l’11 aprile si è espresso infatti sul sequestro dei beni della famiglia Perri. Un sequestro avvenuto il 21 marzo, attraverso l’operazione “Nettuno” e il cui valore venne calcolato in circa 500 milioni. Per ordine del gip di Catanzaro, sotto sequestro finirono il centro commerciale “Due Mari” di Maida, l’Ipermercato Midwai Srl, con sede a Lamezia Terme e “La Nuova Nave Srl”, con sede sempre a Lamezia Terme, oltre a beni mobili e immobili come automezzi, rapporti bancari, quote societarie, appezzamenti di terreni, appartamenti e fabbricati.

Il Tdl ha stabilito il mantenimento del sequestro di una parte del patrimonio e l’annullamento di una parte delle disposizioni del gip. Secondo Francesco Pagliuso, legale della famiglia Perri, risulterebbe dissequestrato il 90,21% dei beni del Gruppo. Rimangono sotto sequestro i patrimoni e le quote del supermercato Midway srl e 2/3 del Centro commerciale due mari srl, nonché il patrimonio e le quote della Ega Discount srl (il restante 9,79%, appunto, del Gruppo Perri).
r.galullo@ilsole24ore.com 

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