Da Il Giornale di Sicilia. Fondi-Giugliano-Palermo,i tre mercati ortofrutticoli nelle mani di cosa nostra e camorra.E i cittadini ne subiscono le conseguenze………………..

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Chicoli: «I clan fanno milioni a palate tutto a danno dei consumatori»

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È un racket che gestisce in modo monopolistico il trasporto dell’ortofrutta d’ Italia, in una grossa fetta dal Lazio alla Sicilia. Chi vuole lavorare deve pagare i clan per ogni viaggio, un pizzo che comporta inevitabilmente un aumento del costo della merce a tutto svantaggio dei consumatori».
A parlare è il colonnello Renato Chicoli, capocentro della Direzione investigativa antimafia di Roma, profondo conoscitore delle dinamiche mafiose nei principali mercati della frutta e della verdura. A cominciare da quello di Fondi, in provincia di Latina, uno dei terminali del ricco business.

Colonnello Chicoli, sembra che i clan di diverse regioni del Sud abbiano trovato un accordo per gestire in grande stile l’affare dei trasporti. Come stanno le cose?
«Le varie indagini che sono state condotte negli ultimi anni hanno disvelato un sistema di infiltrazione mafiosa: Cosa nostra, ‘ndrangheta e casalesi hanno imposto il monopolio dei trasporti per il Sud ma anche per il Nord. E nonostante inchieste e arresti, le cosche si sono riorganizzate affidandosi a nuovi personaggi e a nuove ditte per continuare a fare milioni a palate. Il mercato dell’ ortofrutta è molto ricco e ogni Tir che raggiunge una destinazione scarica eri parte con un nuovo carico. Le rotte vengono monopolizzate. La criminalità organizzata utilizza ditte di propria emanazione o i cosiddetti padroncini, che per ogni viaggio sono costretti a pagare una “provvigione”, un pizzo che oscilla tra i 300 e i 400 euro. La cifra imposta è di 5 euro a bancale caricato. C’ è un’ agenzia mafiosa che decide chi far lavorare».

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