Da H24 Notzie. Associazione Antimafia Caponnetto: “Quando si indagherà su Itri?”

Associazione Antimafia Caponnetto: “Quando si indagherà su Itri?”

Sabato 19 novembre 2016

Il problema Itri… e nessuno sembra che voglia indagare come si dovrebbe. Presenze sospette, investimenti di montagne di capitali di origine per lo più campana di dubbia origine, acquisti e costruzioni di fabbricati e terreni, attività commerciali nelle mani di gente di oltre Garigliano. Vogliamo cominciare ad indagare seriamente o no?”

E’ quanto si legge in una nota dell’Associazione Antimafia Caponnetto inoltrataci oggi che ricorda una “richiesta di acquisizione elenchi concessioni edilizie – nuove residenze ed attività commerciali – turistiche periodo 1990 – 2011 – Contrasto infiltrazioni malavitose nel Basso Lazio ed in particolare nel territorio itrano” di Elvio Di Cesare e Romano De Luca, rispettivamente Segretario e membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione.

“C’è un vecchio detto – si legge – che recita testualmente: ‘Quando l’asino non vuole bere, hai voglia a fischiare’. Orbene, con tutto il rispetto nei confronti delle Forze dell’Ordine, abbiamo riesumato, scartabellando fra le nostre vecchie carte, una nota che quando l’Associazione Caponnetto non era ancora Nazionale ma Regionale inviammo alla DIA di Roma, alla Questura e al Comando Gruppo Carabinieri di Latina relativa alla situazione criminale di Itri, in provincia di Latina, una cittadina collocata al centro del “quadrilatero di fuoco” Formia – Gaeta – Sperlonga – Fondi del sud pontino. A Itri abbiamo la presenza di membri di famiglie pericolosissime della camorra campana e pontina come i Bidognetti ed altri ancora alcuni dei quali si sono mostrati attivi anche in occasione delle campagne elettorali amministrative sostenendo dei candidati locali per caldeggiarne l’elezione. In più va detto che decine di appezzamenti di terreni, negozi, attività varie sono stati acquisiti e vengono gestiti da tutta gente che viene dalla Campania e fra la quale potrebbero esserci elementi e capitali in odor di mafia.

Nel recente passato sono state compiute operazioni urbanistiche denunciate pubblicamente anche da un defunto Consigliere comunale e ci fu anche un incendio che interessò l’Ufficio Urbanistico del Comune evidentemente per distruggere le prove di azioni probabilmente illegali. Recentemente ci stiamo interessando ad alcune situazioni, sempre nel campo urbanistico, per le quali ci siamo visti costretti per talune presunte anomalie a rivolgerci alla Magistratura inquirente. Insomma ,tutto un quadro inquietante che avrebbe dovuto determinare quell’attenzione da parte degli organi inquirenti della provincia di Latina che mai c’è stata e che sembra che nemmeno attualmente, malgrado appelli, denunce, interrogazioni parlamentari, ci sia. Stiamo monitorando con attenzione alcune realtà locali della provincia di Latina, fra le quali in particolare quelle del sud pontino e di Aprilia, per aggiornare i nostri archivi ed essere in grado quanto prima di avviare altre azioni ai livelli centrali ma quello che al momento ci teniamo a dire – e questo, francamente, ci provoca sofferenza in quanto noi abbiamo un profondo senso dello Stato e non siamo degli “sfasciacarrozze” – è che le forze dell’ordine in provincia di Latina non hanno funzionato di fronte al problema “mafie” e continuano a non funzionare come si dovrebbe. C’è solo da capirne la ragione

LA NOTA INVIATA DALL’ASSOCIAZIONE QUANDO ERA REGIONALE

Alla Direzione investigativa Antimafia

ROMA

Al Sig. Questore della Provincia di

LATINA

Al Comando Gruppo CC. di

LATINA

Associazione Antimafia Caponnetto

Lazio

Oggetto: Comune di Itri: Richiesta di acquisizione elenchi concessioni edilizie – nuove residenze ed attività commerciali – turistiche periodo 1990 – 2011 – Contrasto infiltrazioni malavitose nel Basso Lazio ed in particolare nel territorio itrano.-

I sottoscritti, Elvio Di Cesare e De Luca Romano, rispettivamente Segretario e membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Antimafia A.Caponnetto, rilevato

  • che anche il territorio del Comune di Itri non risulta immune da sequestri preventivi operati ultimamente in continue ed articolate operazioni anticamorra,
  • che negli ultimi venti anni quel territorio è stato interessato da un’anomala speculazione edilizia soprattutto nelle zone agricole, anche con presunte penetrazioni di soggetti estranei al tessuto socio imprenditoriale locale con indiscutibile disponibilità finanziarie;
  • che già nel lontano 2000, consapevoli dei segnali preoccupanti della situazione del Basso Lazio esposta alle infiltrazioni di organizzazioni affaristico– malavitose provenienti dalla vicina Campania interessate a partecipazioni economiche e speculazioni nel settore edile e turistico – commerciale, interessammo il Senatore del P.R.C Giovanni Russo Spena, membro della Commissione Antimafia che presentò in data 18.07.2000 una articolata interrogazione al Ministro dell’Interno e dell’Ambiente;
  • che certamente infelice fu la risposta del Ministro dell’Interno ( Testuale: “Si sottolinea infine che nello svolgimento delle attività di istituto le Forze dell’Ordine non hanno finora riscontrato infiltrazioni di soggetti riferibili ad Organizzazioni affaristico – malavitose provenienti dalla vicina Campania ne alla Criminalità Organizzata” per il Ministro – Lavagnini).

Ritenuto che al fine di salvaguardare quel territorio ed il mondo imprenditoriale locale chiedono che vengano acquisiti gli elenchi:

  • A) Delle Concessioni Edilizie complete di titolo di proprietà e generalità della ditta costruttrice riferite al periodo 1990 – 2011;
  • B) Delle nuove Residenze richieste al Comune complete della Relazione redatta dai Vigili Urbani sempre relative al medesimo periodo;
  • C) Elenco delle attività turistico – commerciali di proprietà di persone estranee al tessuto socio imprenditoriale locale.

Per opportuna conoscenza si rende noto che all’epoca la minoranza di Centro Sinistra richiese con istanza del 06/09/2000 al Sindaco di Itri la convocazione del C.C. con all’o.d.g. un solo punto: discussione sull’interrogazione del Sen. Russo Spena. Poi nulla accadde se non che, il primo cittadino, si risentì molto della risonanza nazionale negativa assunta dall’Amministrazione Comunale di Itri a seguito di quella interrogazione parlamentare”

fonte:www.h24notizie.com

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