Da CasertaCe. TUTTI I NOMI. LA NUOVA CAMORRA DI MONDRAGONE. Ecco l’organigramma criminale.

TUTTI I NOMI. LA NUOVA CAMORRA DI MONDRAGONE. Ecco l’organigramma criminale. Dai capi, agli esecutori delle estorsioni, alla cura delle armi nascoste, allo spaccio della droga
In sole due pagine delle oltre 2300 pagine, la Dda ricostruisce una consorteria criminale, che come un serpente ha cambiato solo la pelle

MONDRAGONE – Ripartiamo da zero. Fino ad ora abbiamo, per così dire cavalcato l’onda mediatica dei 57 provvedimenti cautelari a carico di adepti, fiancheggiatori e nuove leve della camorra mondragonese. Ora però occorre procedere con ordine e comprendere bene come era strutturato il nuovo clan, che come un serpente, però, aveva cambiato solo la pelle. In base ai rilievi investigativi a supporto dell’ordinanza emessa dal gip Claudio Marcopido la consorteria mondragonese, era strutturata in modo capillare sul territorio e aveva varie articolazioni, con funzioni e compiti tra i più disparati.

Occorre partire dai vertici del clan, che secondo la Dda si sono succeduti nel tempo. In principio c’era Augusto La Torre che ha retto le sorti del clan dal 1980 al 2003, poi la gestione sarebbe passata ad Aniello Sabatino e Giuseppe Fragnoli (per circa un anno). Subito dopo lo scettro passa nelle mani di Angelo Gagliardi detto Mangianastri fino al 2006, il quale viene coadiuvato nella gestione, secondo gli inquirenti dai Fratelli Giacomo e Luigi Fragnoli, figli di Giuseppe. Infine, dal 2006 al 2009 circa è la volta di Emilio Boccolato detto Zucculone. La contestazione del 416 bis con i suoi vari capi viene contestata dalla Dda a carico di Lucio Cinalli, Tommaso Della Valle, Ciro Ranucci, Assunta Invito (moglie di Angelo Gagliardi), ai figli Annunziata e Raffaele Gagliardi, nonché a Luca Volente. 

Rispondono dello stesso reato, però in un giudizio “separato” anche Giuseppe De Filippis, Simone Invito, Francesco De Rosa, Alberto Pacifico, Antonio Neri, Cosimo Ceraldi, Nino Capaldo, Antonio De Lucia. 

I NUOVI CAPI DELLA COSCA – Dalle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Mondragone, per conto della Direzione Distrettuale Antimafia emerge, quindi che a capo del cartello criminale della città ai piedi del Petrino, c’erano Giuseppe De Filippis e Lucio Cinalli, che dovevano promuovere l’attività mafiosa della consorteria camorristica a sua volta facente capo a Salvatore Pagliuca e Giacomo Fragnoli. Estorsioni a tappeto e gestione dei proventi ai familiari dei detenuti erano le attività peculiari dei suddetti capi.

Una volta arrestato Giuseppe De Filippis, ecco spuntare altri due capi: Antonio De Lucia e Cosimo Ceraldi, quest’ultimi con il compito di eseguire un programma di estorsioni a tappeto e gestire anche il traffico della droga.
GLI ESECUTORI DELLE ESTORSIONI – Secondo le tesi della Procura Antimafia, Simone Invito, Alberto Pacifico, Francesco De Rosa, Ciro Ranucci, Nino Capaldo, Tommaso Della Valle, Antonio Neri e Luca Volente, erano partecipi all’associazione malavitosa locale. Il loro compito era quello di avvicinare le vittime delle estorsioni, sia essi commercianti, che imprenditori che lavoravano nel settore dei lavori pubblici in città e di raccogliere il denaro.

IL MONOPOLIO DELLO SPACCIO DI MARIJUANA ED HASHISH – Si inseriscono, secondo gli inquirenti, in questo settori i familiari dello storico Angelo Gagliardi: Assunta Invito (deceduta), Raffaele e Annunziata Gagliardi. Secondo la Dda, infatti, i Gagliardi partecipavano all’associazione in questione beneficiando di un costante contributo a titolo di stipendio, “avvalendosi anche dell’opera degli altri associati e avendo in forza della loro affiliazione, la monopolistica gestione della vendita della droga”

PROCACCIAMENTO E RIPARAZIONE DELLE ARMI – La funzione di acquisire armi e di effettuare la loro manutenzione spettava invece, secondo gli investigatori, ad Antonio Neri, Antonio De Lucia, Simone Invito e Antonio Buonocore. Su di loro pesava anche la responsabilità di tenerle nascoste.

M.I.

PUBBLICATO IL: 26 maggio 2016 ALLE ORE 16:09

fonte:www.casertace.net

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