Da CasertaCe .LA NUOVA CAMORRA DI MONDRAGONE. Imprenditori omertosi e qualcuno offre la spesa

LA NUOVA CAMORRA DI MONDRAGONE. Imprenditori omertosi e qualcuno offre la spesa. Sparano nella serranda di un supermercato e il titolare nega di aver subito richieste estorsive. Ma Invito e la mamma….
Emergono particolari interessanti dalle intercettazioni che ricostruiscono anche il comportamento degli esercenti in città

MONDRAGONE – Più andiamo avanti nella lettura dell’ordinanza emessa dal Gip Marcopido, supportata dalle attività investigative della Dda di Napoli e dai carabinieri, è più ci convinciamo che così come sussisteva a Mondragone un clan in palese crisi economica e in fibrillazione per gli irrisori pagamenti degli stipendi agli esecutori materiali delle attività illecite, così esisteva e forse esiste una classe imprenditoriale locale omertosa e in alcuni casi scesa anche a compromessi con gli esponenti della nuova camorra per non avere fastidi.

Dalla lettura delle oltre 2300 pagine siamo incappati in vari episodi, tra cui quello messo in evidenza oggi, in cui il titolare di un supermercato, benchè fosse restio a pagare somme di denaro agli estorsori, aveva deciso di scendere a patti, offrendo, qualcosa che fosse pertinente alla propria attività d’impresa. Nel caso estrapolato dalla corposa ‘inchiesta che ha colpito ben 57 affiliati e presunti fiancheggiatori del clan mondragonese, il gestore di un esercizio commerciale mondragonese sarebbe arrivato a dire a Tommaso Della Valle, che nel frattempo, era riuscito ad ottenere un incontro per chiudere la partita estorsiva: “Tomma.., tu mi hai detto che venivano a fare solo la spesa, mica a pagare…

Ciò fa comprendere che l’accordo preso per evitare reazioni aggressive e sconsiderate del clan in danno dell’impresa era caratterizzato solo dall’offerta della spesa agli esponenti della malavita locale.

Ma a quanto pare, dal dialogo captato il 28 marzo 2014 dagli inquirenti, sia Simone Invito, che Tommaso Della Vale dovevano compiere una vera e propria riscossione in denaro per il periodo di Pasqua, in danno del suddetto imprenditore.

A questo punto, però accade qualcosa di imprevisto. Il 21 aprile del 2014 viene intercettata un’altra conversazione. Secondo quanto scrive il Gip Marcopido, Tommaso Della Valle all’inizio del mese di aprile del suddetto anno viene arrestato sempre per estorsioni, quindi Simone Invito è costretto a cercare un’altra persona che lo potesse semplicemente accompagnare sul luogo dove doveva avvenire la riscossione dell’obolo del clan. Ma a quanto pare incassa un diniego.

Poi la mattina del 1 maggio 2014 i carabinieri della locale Compagnia intervengono presso il supermercato attenzionato dagli estorsori, in quanto nella notte sono stati esplosi nella serranda alcuni colpi d’arma da fuoco.

A questo punto il titolare del centro commerciale viene ascoltato dagli inquirenti e nega di aver avuto richieste o approcci estorsivi. Siamo di fronte dunque ad un caso di omertà?

In base a quanto si evince dalla lettura degli atti giudiziari, sussiste un’intercettazione, che invece confermerebbe la tesi degli inquirenti riguardo l’atto intimidatorio, il quale sarebbe maturato proprio a seguito delle tentate estorsioni subite dell’esercente. Ad essere captati in auto, questa volta sono Simone Invito e la mamma. Proprio quest’ultima, secondo i magistrati “spera in cuor suo” che dopo l’attentato l’imprenditore pagasse.

L’epilogo di questa incresciosa storia giunge il giorno dopo, il 2 maggio 2014. Secondo i magistrati il dialogo intercettato tra i due fratelli Invito, confermerebbe la consumazione del reato. In effetti Simone avrebbe confessato ad Emanuele che chi di dovere si era “messo a posto”.

M.I.

 

 

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PUBBLICATO IL: 27 maggio 2016 ALLE ORE 14:03 

fonte:www.casertace.net

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