Da CASERTACE.Il Ministro dell’interno ed il Capo della Polizia dovranno spiegarci cosa abbiamo a fare più una Compagnia dei Carabinieri a Formia,una Tenenza a Gaeta,un Commissariato della Polizia di Stato a Formia ed un altro a Gaeta,un Gruppo provinciale ,con tanto di Baschi Verdi,a Formia,se,poi,tutte le operazioni nel sud pontino contro ndrangheta e camorra debbono farle la DIA di Roma e quella di Napoli.Un Questore di Latina ci disse qualche anno fa che i presidi di polizia ci stanno non solo per combattere la camorra ma soprattutto per mandare un segnale della presenza dello Stato.Ma se essi ci stanno solo per dare i passaporti alle persone o per correre dietro a spacciatori e rapinatori,quando quello della guerra alle mafie é il primo problema,chiudiamoli.Si risparmierebbero tanti soldi così.Allora cominciamo a ragionare seriamente e rivediamo tutto l’impianto investigativo perché così non si può più andare avanti.La camorra ce l’abbiamo perfino nelle nostre case e perciò non si può più scherzare.

CLAN DEI CASALESI. IL NOME. Sequestrati terreni, cave e immobili per oltre 20 MILIONI di euro ad un imprenditore vicino al clan

Operazione della Dia

dia

CASERTA -Maxi sequestro, nel sud pontino, di beni per oltre 20 milioni ad un imprenditore ritenuto vicino al clan dei Casalesi.

Gli investigatori della Dia, del Centro Operativo di Roma, hanno sequestrato nelle province di Latina, Frosinone, Napoli, Isernia e Caserta, su disposizione del Tribunale di Latina, oltre 200 camion, 2 cave di marmo, societa’, terreni e immobili di proprieta’ di Vincenzo Zangrillo, cui fanno capo societa’ operanti nel trasporto merci su strada, smaltimento rifiuti e commercio di autovetture.

Con un passato di fabbro-carrozziere, nel corso degli anni Vincenzo Zangrillo, secondo gli investigatori, ha registrato una improvvisa e ingiustificata espansione economica diventando imprenditore, in svariati settori commerciali e titolare, direttamente o indirettamente, di numerose societa’. In particolare l’imprenditore opera nella gestione di cave di marmo con commercializzazione del “Coreno Ausonio” uno dei marmi piu’ pregiati utilizzati per la costruzione dei porti, ma anche nei settori del trasporto merci su strada, del commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione, di smaltimento di rifiuti, di locazione immobiliare di beni propri e di commercio di autovetture. Le indagini della DIA di Roma hanno permesso di dimostrare il nesso tra l’espansione del suo patrimonio individuale e imprenditoriale e le attivita’ illecite da lui commesse nel corso degli anni. Infatti Zangrillo, oltre a frequentare ed avere rapporti d’affari con imprese controllate dal clan dei Casalesi, ha numerosi precedenti penali per associazione a delinquere, riciclaggio e traffico internazionale di autoveicoli. E’ stato anche denunciato per traffico di rifiuti illeciti ed insolvenza fraudolenta avendo accumulato nel corso degli anni, con i suoi camion, mancati pagamenti dei pedaggi autostradali. Le verifiche degli investigatori hanno evidenziato come il suo patrimonio sia cresciuto parallelamente alle attivita’ criminali sino a raggiungere le rilevanti dimensioni attuali; cio’ a fronte di redditi dichiarati al fisco nettamente inferiori alle capacita’ economiche dimostrate. Il provvedimento di sequestro di oggi e’ motivato dunque dalla pericolosita’ sociale e dalla conseguente origine illecita del suo patrimonio. Sono stati quindi sequestrati a Zangrillo oltre 200 autoarticolati, 2 cave di marmo, 19 immobili tra abitazioni, uffici, opifici e magazzini, 21 ettari di terreni ubicati nelle province di Latina e Frosinone, 6 societa’, 16 conti correnti e rapporti bancari di varia natura, per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.

PUBBLICATO IL: 12 novembre 2015 ALLE ORE 8:06

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