Cutolo e i segreti del mediatore che lo visitò in carcere per far liberare Cirillo

Il Fatto Quotidiano

Cutolo e i segreti del mediatore che lo visitò in carcere per far liberare Cirillo

La trattativa per la liberazione dell’ex assessore regionale democristiano nelle mani delle Br. Il verbale dell’interrogatorio di Adolfo Greco, un imprenditore stabiese del latte vicino al boss della Nuova Camorra: “Non posso parlare, c’è il segreto di Stato”

di Vincenzo Iurillo | 25 FEBBRAIO 2021

Raffaele Cutolo è morto la settimana scorsa e si porta nella tomba tanti segreti. Tra i quali i dettagli e i retroscena della trattativa che pezzi di Stato intavolarono con lui per liberare Ciro Cirillo.

E’ un dato storico appurato, messo nero su bianco in atti processuali e relazioni della commissione parlamentare Antimafia, che esponenti dei servizi segreti e mediatori dei politici si recarono diverse volte nel penitenziario di Ascoli Piceno dove era detenuto il boss della Nuova Camorra Organizzata. Ci andarono per avviare con Cutolo un negoziato che agevolasse il rilascio dell’assessore regionale democristiano sequestrato dalle Brigate Rosse. Cutolo avrebbe dovuto esercitare il suo carisma e la sua influenza nel circuito carcerario. Per intervenire sui brigatisti detenuti e tramite loro discutere le condizioni per la liberazione di Cirillo. Era il 1981: tre anni dopo la linea dura sul sequestro Moro, la Dc fece inversione a 180 gradi. Su input di Antonio Gava. Cirillo fu poi rilasciato dietro il pagamento di un riscatto miliardario ai terroristi e ai camorristi.

Quaranta anni dopo, si poteva riaprire una finestra di luce su fatti e circostanze di questa trattativa. Ci ha provato a gennaio un pm antimafia di Napoli, Giuseppe Cimmarotta, in un processo per estorsioni di camorra nell’area stabiese. Lo ha fatto nel corso dell’esame del principale imputato, Adolfo Greco. Un imprenditore stabiese del latte, che negli anni ’70 ed ’80 era vicino al senatore democristiano gavianeo Francesco Patriarca e che Cutolo lo ha conosciuto. Greco fu infatti uno degli intermediari di Cutolo nell’acquisto del Castello Mediceo di Ottaviano. E fu uno degli intermediari ad Ascoli Piceno. Una delle persone che entrò in carcere per parlare con lui.

Cimmarotta ha posto a Greco delle domande su questo episodio. Alle quali Greco si è divincolato ipotizzando l’esistenza di un non meglio chiarito “segreto di stato, chiedete al presidente Alemi (il magistrato che indagò sul caso Cirillo, ndr)”. Spegnendo sul nascere la speranza che rivelasse qualcosa di inedito. Giustizia di Fatto si è procurato la stenotipia dell’interrogatorio. Eccone i passaggi rilevanti.

Pm: Volevo sapere: lei (Greco, ndr) è entrato nel carcere di Ascoli per parlare con Cutolo? (…) Lei è entrato nel carcere di Ascoli e ha presenziato all’incontro tra Cutolo e servizi segreti?

Greco. Devo dire una cosa, credo che non sia… Mi posso esimere a non rispondere a questa domanda? (…) Io non lo so se è una cosa legale, di… Questo è…

Pm. Se vuole rispondere, risponda, lei qua è imputato, deve decidere lei.

Greco. Lo so, dico, se è un fatto legale…

Presidente del Tribunale Iannone. Che cosa è un fatto legale? Rispondere alla domanda del Pubblico Ministero?

Greco. Su questa cosa, se è una cosa…

Presidente. Perché, è una domanda coperta da un segreto di Stato? Sì?

Greco. Può darsi.

Presidente. Può darsi? Eh… Io non posso saperlo.

Greco. E io non lo so neppure io, perciò dico, questo non… Perciò ho detto, solo il Presidente Alemi sa la verità.

Presidente. Ma il Presidente Alemi non è in quest’aula, il Pubblico Ministero le ha fatto una domanda rispetto a un fatto storico che risulta, secondo quello che le ha chiesto…

Greco. Ma dobbiamo sempre parlare di cose di oltre quarant’anni fa, questo è. Perciò dico e non parliamo dei problemi che sto da due anni per parlare di Afeltra, di cose…

Presidente. Va bene, ha deciso di non rispondere, non risponda.

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