Crollo a Ventotene è ora che crolli l’omertà

Parte di quella parete di tufo era già crollata anni addietro, era stata anche transennata proprio quella porzione di spiaggia.

I ventotenesi lo sanno bene. Eppure il sindaco ha affemato che:
ROMA (20 aprile) – Il sindaco di Ventotene, Giuseppe Assenso, racconta: «E’ una tragedia. Il gruppo era sotto una parete di tufo nella zona di Cala Rossana. La parete crollata non aveva mai dato segni di cedimento è una tragedia del tutto inaspettata. L’uffico tecnico era intervenuto in altre zone rocciose ma non lì. Una tragedia di queste proporzioni non era mai successa».
(tratto dal Messagero)

Che dire poi della strada sovrastante, l’unica strada che porta a Cala Rossano e al distributore sito sugli scogli.
Che dire dei mezzi pesanti che transitano appunto su questa strada, mezzi che trasportano benzina e gasolio al distributore.
Chi ha fatto la valutazione dei rischi?
Allora poi non si tratta di una fatale disgrazia, auguriamoci una perizia seria e che questo grave lutto per noi tutti non diventi un’altra occasione per battere solo e ancora cassa.
E’ utile mettere insieme queste dichiarazioni riportati su vari giornali in merito al crollo di Ventotene:

Un albergatore di Ventotene: «Da anni lanciavo l’allarme»

ROMA (20 aprile) – Pietro Pennacchio, residente dell’isola, albergatore, commenta la tragedia di Cala Rossano: «Da anni lanciavo l’allarme che un giorno avremmo pianto. Ci sono altri punti sull’isola a rischio, con il sindaco ne avevamo parlato proprio nei giorni scorsi».

«Tutta l’isola va spessissimo su quella spiaggia – spiega Francesco Buono, comandante dei vigili, che ha coordinato i primi soccorsi – Non si poteva immaginare una tragedia come questa, Proprio a cinquanta metri dalla tragedia alcuni anni fa erano stati effettuati dei lavori di messa in sicurezza per picconare alcuni massi di basalto pericolanti».

ROMA (20 aprile) – Bruno Panuccio, il padre di Sara, una delle due vittime di Ventotene, dice al Tg3: «Mia figlia è morta in una maniera assurda. Io sono andato a vedere il posto dove è morta mia figlia e Francesca insieme a lei. Più che evitabile, il fatto che siano morte due ragazze in questa maniera è assurdo. Io sono stato nel posto, ho toccato il pezzo di montagnola che ancora è attaccata, è friabile, l’ho tirata giù con le mani io, quindi io posso dire da ignorante in materia ma so che qui sono venuti geologi a controllare le cose e dicono che il posto è sicuro, è una spiaggia pubblica, si scende con i gradini, c’è un porticciolo davanti con 30-40 barche, c’erano altre due scolaresche oltre alla scolaresca di mia figlia in quel momento, non c’è una rete. Li è friabile, ha piovuto e ripiovuto, quindi che lì se ne sarebbe venuta giù è una cosa certa, è solo un discorso di tempo».

Al giornalista che gli ha chiesto se qualcuno avrebbe dovuto fare qualcosa per evitare la tragedia, il padre di Sara ha risposto: «Io non so chi è che decide, come fanno a decidere che sia sicura. Se è una cosa del genere è friabile, è friabile».

Un commosso pensiero va alle famiglie delle due giovani ed innocenti vittime.

(Tratto da Telefree)

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