Costituzionalisti: Dl a rischio incostituzionalità

Un decreto legge “fortemente a rischio di incostituzionalità”, quello cosiddetto ‘salva liste’, almeno secondo diversi costituzionalisti, per i quali non si tratterebbe di un intervento ‘interpretativo”, ma un vero e proprio cambio delle norme a procedura avviata, violando il principio di uguaglianza e introducendo una retroattività vietata. E che potrebbe portare addirittura ad un successivo annullamento delle elezioni

Sulla presunta incostituzionalità del decreto è intervenuto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che ha ribadito: “il provvedimento è assolutamente nell’ambito della Costituzione.Se non fosse così voi pensate che il presidente Napolitano avrebbe firmato il decreto? La sua firma è un’assoluta garanzia, dunque chi attacca il nostro provvedimento attacca il presidente della Repubblica”.

Ma per i ‘tecnici’ della materia la questione non è così pacifica. Era stato il prof. Valerio Onida, presidente dei costituzionalisti, in una intervista a ‘Repubblica’ a sollevare forti dubbi: “E’ un’altra legge ad personam che discrimina le regioni con norme incostituzionali. E’ inammissibile che il governo intervenga per favorire qualcuno dei contendenti”.
“E’ forte il rischio che questo decreto sia dichiarato anticostituzionale con l’effetto di inficiare anche il risultato delle imminenti elezioni amministrative – sostiene Stefano Ceccanti, professore di diritto costituzionale e senatore del Pd -alcuni commi sono disegnati su misura per consentire la presentazione fuori tempo della lista del Pdl del Lazio: si tratta, dunque, di una norma “ad hoc” che non può essere veicolata con lo strumento del decreto”.
Dello stesso parere il prof. Tommaso Giupponi:”questo decreto sembra andare oltre il limite dell’interpretazione della legge e si attesta, piuttosto, ad innovare il significato delle norme facendo una ‘operazione’ non consentita”. E’ legittima una norma quando è veramente interpretativa mentre quando produce un significato estraneo alla legge che si intende interpretare diventa solo un modo per aggirare il divieto di leggi retroattive. Non si era mai verificato un intervento ‘interpretativo’ del governo”. Giupponi segnala inoltre che “se il parlamento non dovesse convertire questo decreto si creerebbe un problema per la validità del risultato delle elezioni”.
Tranchant il giudizio del presidente emerito della Consulta, Mauro Ferri:”mi sembra che serva molta buona volontà, troppa buona volontà, per considerare interpretativo questo decreto legge!”.
E la giunta della regione Lazio solleverà davanti alla Corte costituzionale un conflitto di competenza con il governo per il decreto salva-liste, che lederebbe le attribuzioni della Regione.

(Tratto da Aprile online)

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