Così la ‘ndrangheta infiltra il Nord. Orlando Demasi, soldi in contanti e società cartiere

Così la ‘ndrangheta infiltra il Nord. Orlando Demasi, soldi in contanti e società cartiere

Da Iacchite -28 Luglio 2022

di Gaetano Mazzuca

Fonte: Gazzetta del Sud

«Un tipo tozzo, robusto e arrabbiato» che viaggiava in auto con confezioni per le strisce di ceretta riempite di banconote e girava con almeno tre telefoni cellulari di cui cambiava numero quasi ogni settimana. Così un imprenditore varesino descrive Orlando Demasi finito in carcere nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano per un giro di usura ed estorsioni, aggravata dal metodo mafioso, spaccio di sostanze stupefacenti ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nato a Santa Caterina sullo Jonio nel 1975, Demasi è riu­scito a scalare le gerarchie della locale di ‘ndrangheta di Giussano direttamente collegata alla locale di Guardavalle.

A tracciare il profilo criminale dell’imprenditore era stato già anni fa il collaboratore di giustizia Michael Panaja. Agli investigatori milanesi ha raccontato che Demasi aveva chiesto di essere affiliato alla ‘ndrangheta dopo la morte in un incidente automobilistico del fratello maggiore. Il pentito ha sostenuto che Orlando Demasi venne “rimpiazzato” nell’agosto 2010 su sua richiesta in occasione di una cerimonia tenutasi in un terreno di proprietà dei genitori a Santa Caterina allo Ionio, alla presenza dei vertici del clan Gallace. Successivamente, in un summit organizzato nel suo capannone di Zelo Surrigone, gli è stata conferita la dote della “camorra”.

Nonostante una condanna definitiva a 8 anni di carcere era riuscito a ottenere la libertà vigilata. Demasi, secondo la Dda milanese, sarebbe diventato un punto di riferimento per gli imprenditori della zona che si trovavano in difficoltà economiche, pur consapevoli del suo legame con la ‘ndrangheta. A loro Demasi “vendeva” il suo servizio. Il sistema è stato ricostruito passaggio dopo passaggio dagli inquirenti lombardi. L’imprenditore che aveva necessità di denaro per pagare i debiti aziendali poteva rivolgersi a Demasi pronto non solo a consegnare contanti, da restituire a tassi usurai, ma a fornire una serie di società cartiere per emettere fatture per operazioni inesistenti. In questo modo l’imprenditore poteva giustificare i costi sostenuti in nero acquisendo anche un credito Iva. Così nel cuore della Brianza la ‘ndrangheta sarebbe riuscita a infiltrarsi nel tessuto economico.
La contropartita però era pesantissima, non solo tassi di interesse oltre il 10% ma anche minacce e pestaggi per chi non rispettava i tempi. Un imprenditore ha consegnato agli inquirenti un memoriale in cui racconta il suo rapporto con Demasi fin dal suo primo incontro: «Con naturalezza ma quasi sottovoce, mi dice “io vendo soldi” e tu ne hai bisogno, se tu mi sarai fedele, ti darò modo di non avere più bisogno di soldi, l’importante è non “sgarrare”».

Nella rete di Demasi sarebbero finiti diversi imprenditori. Lo dimostrerebbe un altro dato. Una delle vittime ha infatti raccontato: «So anche che hanno in uso un magazzino dove depositano autovetture e oggetti di valore forniti in pegno dai debitori che non onorano puntualmente i debiti. In caso di mancato pagamento gli oggetti vengono venduti». 

Fonte:https://www.iacchite.blog/cosi-la-ndrangheta-infiltra-il-nord-orlando-demasi-soldi-in-contanti-e-societa-cartiere/

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