«Così Carmine Alfieri suggellò il patto con i fratelli Russo di Nola»

«Così Carmine Alfieri suggellò il patto con i fratelli Russo di Nola»

LA STORIA DELLA CAMORRA Nell’ambito del progetto del superclan del Vesuviano

14 Gennaio 2021

l progetto era quello di confederare quanti più gruppi possibile per potenziare il supercartello, alla guida del quale si pose Carmine Alfieri (per un lungo periodo a capo della Nuova famiglia, e poi passato a collaborare con la giustizia all’inizio degli anni Novanta). Per tale motivo, furono attratti nell’organizzazione guidata da ’o ’ntufato – come è meglio conosciuto Alfieri all’anagrafe di camorra – anche i fratelli Pasquale e Salvatore Russo (arrestati nel 2009 a distanza di un giorno, l’uno dall’altro).

A rendicontare sulla fase di inserimento dei Russo nel clan Alfieri è stata una sostanziosa schiera di collaboratori di giustizia, e tra questi anche Pasquale Galasso, ex boss di Poggiomarino. Nel novembre del 1997, Galasso fa mettere a verbale:  «Alfieri e gli altri riconobbero inizialmente una sola quota ai fratelli Russo. Questo fatto toccò la suscettibilità, per l’ennesima volta, di Pasquale Russo, il quale fece presente ad Alfieri ed agli altri componenti del suo gruppo, quanto segue. Disse a  loro: “Non ho capito. Io e mio fratello siamo forse due mezzi uomini? Perché Alfieri (e gli altri) hanno una quota, e io e mio fratello solo mezza quota a testa?”. Rivendicò, dunque, che lui voleva essere messo alla pari, e chiese una quota per lui e un’altra quota per il fratello Salvatore».

Galasso: Salvatore Russo chiese a Carmine Alfieri di fargli da padrino

«Passò qualche mese – spiega Galasso – e Alfieri decise di riconoscere una quota anche a Salvatore e a Pasquale Russo. Ciò perché temeva che in caso contrario, i Russo avrebbero potuto allontanarsi dal gruppo». Il collaboratore di giustizia racconta anche di una certa diffidenza dei fratelli Russo, quando aderirono al clan guidato da Alfieri: «La diffidenza iniziale fu superata man mano, sia Alfieri e gli altri affiliati, sia i Russo, cominciarono a rilassarsi. Si cercò di coinvolgere i fratelli in ogni riunione, e si arrivò a un tale punto di distensione, che Salvatore Russo chiese ad Alfieri di fargli da “padrino”».

Secondo quanto fa mettere a verbale Pasquale Galasso, «questa richiesta fa in modo di rilassare (rendendo nulla l’iniziale diffidenza, ndr) totalmente Alfieri e i Russo, tanto è vero che Alfieri da quel momento in poi darà disposizioni, chiederà ai fratelli Russo, in ogni spostamento, di provvedere loro a tutti questi suoi servizi».

FONTE:https://www.stylo24.it/cosi-carmine-alfieri-suggello-il-patto-con-i-fratelli-russo-di-nola/

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