Cosa fanno questo Stato e la classe dirigente politica per combattere seriamente le mafie? Zero.

COSA FANNO QUESTO STATO E QUESTA CLASSE DIRIGENTE POLITICA CONTRO LE MAFIE?
La doppiezza di questo Stato e di questa classe politica dirigente sul piano dell’azione di contrasto alle mafie é quanto di più odioso ed intollerabile.
Non abbiamo sentito da Renzi,neosegretario del PD,a questo riguardo una sola parola.
Non parliamo di Berlusconi,il padrone dello stalliere di Arcore Mangano -addirittura definito dai suoi un “eroe”- ed amico dei vari Dell’Utri,Cosentino ecc.
Lo stesso Letta,a parte qualche proclama in televisione,non é stato ,ad oggi e sul piano pratico,l’alfiere,come sarebbe stato necessario ed urgente ,di alcuna inversione di tendenza al riguardo.
Dal livello alto delle istituzioni non arrivano a quelli intermedi e periferici input che spingano ad alzare il tiro.
Anzi,si approvano provvedimenti che depotenziano magistratura e forze dell’ordine per renderle sempre più impotenti a fronteggiare la situazione.
Ci si limita a colpire il livello militare delle mafie,quello più basso e,quando qualcuno si azzarda a guardare in sù, verso quelli più alti,succede quello che é successo e sta succedendo a Palermo dove quei 4 o 5 magistrati – Di Matteo,Teresi,Scarpinato e qualche altro- che combattono strenuamente contro la mafia politica e dello Stato,si trovano completamente isolati ed esposti a rischi di morte ,come é già successo a Falcone,Borsellino,Dalla Chiesa e tanti altri ancora.
Basta analizzare il comportamento adottato ai danni dei Collaboratori e dei Testimoni di Giustizia, per comprendere “come” questo Stato intende ….”combattere” ( si fa per dire) le mafie.
Abbandonati nella fauci del leone,isolati,maltrattati,malgrado una legge che dovrebbe tutelarli,quasi a scoraggiarli e a dire loro “ma chi te lo ha fatto fare a denunciare,a parlare”!
Vergognoso!
Noi stiamo vivendo da vicino le tragedie personali e familiari di alcuni di questi ,da Gennaro Ciliberto,a Pietro Di Costa,a Luigi Bonaventura ed altri ancora,e non ci vergogniamo di confessare che siamo presi in continuazione,oltre che dalla tristezza , da conati di vomito per il comportamento nei loro confronti assunto da soggetti dello Stato e dalla maggior parte della classe dirigente politica e burocratica.
Vergogna.
Mafiosi.
Sì,mafiosi,perché per essere tali non occorre ammazzare la gente,vessarla,usurarla,sfruttarla e quant’altro,ma mafiosi si é – ed ancor più di quelli conclamati e riconosciuti tali- quando si umiliano , si riducono all’indigenza e si espongono al rischio di essere ammazzati coloro che veramente e non solo a chiacchiere hanno dato e danno un contributo fondamentale per combattere le mafie .
E questa gente la troviamo dovunque,nei ministeri,nel Parlamento,negli uffici,dovunque si
decide della vita e della morte delle persone,caserme e commissariati compresi,oltre che nei tribunali.
Ogni volta che si tratta di approvare una legge in Parlamento che potrebbe rendere più efficace l’azione di contrasto alle mafie ,come in questi giorni al Senato con il 416-ter che riguarda il “voto di scambio”,bisogna sudare le classiche sette camicie.
Si demanda la lotta alle mafie solamente alle DDA ed ai corpi centrali speciali esonerando da tale compito le Procure ordinarie ed i comandi intermedi e,quando si verifica che qualche Associazione,come ha fatto la Caponnetto,chiede che si applichi l’art.51 comma 3 bis del CPP che prevede la delega alle Procure ordinarie in modo da costringere queste a muoversi,tutti fanno orecchie da mercante.
Talché succede che le Procure ordinarie non indagano su reati associativi di stampo mafioso,i comandi provinciali dei Carabinieri,della Guardia di Finanza e le Questure dicono che non é di loro competenza perché nessuno li delega e chiede ad essi di indagare e la lotta alle mafie finiscono per farla
solamente le Direzioni Distrettuali,la DIA,il GICO,lo SCO,il ROS, da Roma o dai capoluoghi di Regione.
Nessuno sul territorio é……”competente”.
Ergo ,si lascia correre,oppure ci si limita ad arrestare i quaquaraquà,lasciando indenni chi li comanda,i politici,i gradi alti,i famosi “colletti bianchi” insomma,la vera mafia.
Che é quella che comanda ed é seduta dovunque.
Stiamo insistendo da anni,inascoltati come era prevedibile,perché la cosiddetta “antimafia sociale” si decida a fare un salto in avanti,esca dalla routine dei “corsi della legalità”,delle commemorazioni,del racconto di fatti del passato,sì importanti,ma non determinanti ai fini del cambiamento della situazione attuale,ma tutti hanno fatto finta finora di non capire.
Si preferisce un’antimafia soft,comoda,non rischiosa,NON della DENUNCIA ed a volte utilizzabile anche come tappetino per fare carriere politiche o business.
Tutto ciò mentre la mafia finisce per impossessarsi di quel poco che é rimasto ancora che non sia già suo,economia,istituzioni,uomini e cose.
Purtroppo.
Mentre la gente onesta,che pur c’é ancora,sta a guardare e non si muove……..

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