Corruzione, il caso Terracina

La Repubblica

Corruzione, blitz dei carabinieri in comune: arrestata la sindaca di Terracina Roberta Tintari.  Colpo al cuore della roccaforte di Fratelli d’Italia

di Clemente Pistilli

19 LUGLIO 2022

Il sistema con cui per troppo tempo sono state gestite le concessioni balneari a Terracina sarebbe un sistema criminale: sono cinque le persone finite agli arresti domiciliari mentre sette sono state interdette dai pubblici uffici: raggiunti da misure cautelari, tra gli altri, anche il presidente del Consiglio Comunale e due assessori. Indagato pure l’europarlamentare Nicola Procaccini
Il sistema con cui per troppo tempo sono state gestite le concessioni balneari a Terracina sarebbe un sistema criminale. Con questa convinzione la Procura di Latina ha portato avanti una maxi inchiesta e questa mattina è scattato un blitz che rappresenta un colpo al cuore dell’amministrazione della città turistica pontina e di quella che è una storica roccaforte di Fratelli d’Italia.
I carabinieri e le guardie costiere stanno eseguendo alcuni arresti e alcune misure interdittive. Ai domiciliari è finita la stessa sindaca Roberta Tintari, che due anni fa aveva raccolto il testimone dall’eurodeputato Nicola Procaccini, uno degli esponenti di FdI più vicini a Giorgia Meloni. In arresto, inoltre, altri due amministratori comunali e due tecnici.
Ai domiciliari è infatti finito nuovamente l’ex vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi e la stessa misura è stata applicata pure al presidente del consiglio comunale Gianni Percoco.

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La Repubblica

Il mare negato ai disabili di Terracina, sparite nella sabbia passerelle e speranze: “Chi non cammina è costretto a farsi prendere in braccio”

di Clemente Pistilli

15 Luglio 2022

Sei mesi fa era già stato arrestato l’allora vicesindaco Marcuzzi, un esponente di FdI che si stava preparando per una candidatura alle elezioni regionali e che si è invece ritrovato accusato di falso ideologico, tentata truffa aggravata e turbativa d’asta, oltre che di induzione indebita a dare o promettere utilità a fini elettorali. Una vicenda per cui gli inquirenti hanno chiesto il rinvio a giudizio, mentre Marcuzzi, nonostante le pesanti accuse, ha ottenuto un posto da collaboratore proprio dall’europarlamentare Procaccini.
La sindaca di Terracina è accusata di turbata libertà degli incanti e falso. A Roberta Tintari, in particolare, è contestato un episodio di turbata libertà degli incanti in relazione alla gestione dell’arenile comunale (ansa). In quel caso le indagini erano partite da un luna park installato su suolo demaniale da una famiglia rom e ben presto si erano allargate alle pressioni che Marcuzzi avrebbe fatto per ottenere finanziamenti diretti allo stadio di Borgo Hermada, essendo anche presidente della squadra locale di calcio, alle gare inquinate a favore di imprenditori amici del politico e alla consegna a domicilio da parte di quest’ultimo di schede elettorali con dentro i bigliettini con le indicazioni di voto.
E ancor prima diverse erano state le indagini sugli affari immobiliari lungo il litorale e sugli stabilimenti, con relativi sequestri. La sindaca Tintari ha cercato di resistere. Oggi però un’ordinanza di custodia cautelare è stata notificata direttamente a le
Il procuratore capo di Latina specifica che le indagini sono partite da una serie di controlli effettuati dalla Guardia Costiera nell’ambito dell’attività “Mare Sicuro 2019”, relativi in particolare alle aree oggetto di concessione demaniale e, successivamente, all’Arena del Molo di Terracina. “Nell’ambito dell’attività di indagine- sottolinea il procuratore – è emersa una pluralità di fatti di rilievo penali connessi alla gestione dei servizi relativi alla balneazione, ad illegittime sanatorie riguardanti opere e manufatti insistenti sul pubblico demanio marittimo, a lavori ed opere pubbliche eseguite e commissionate dal Comune di Terracina, nonché alla illegittima acquisizione e gestione di fondi economici strutturali”.
Sono stati compiuti pedinamenti, ispezioni, acquisizioni di documenti, di testimonianze, e sono state fatte intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche. Un lavoro che, per gli inquirenti, ha portato a scoprire e documentare “condotte di pubblici funzionari, all’interno del Comune di Terracina, che appaiono finalizzate al perseguimento di interessi personali e non coerenti, dunque, con i compiti istituzionali”. Dubbi pure  sulla realizzazione di un ponte ciclopedonale, “attraverso l’indebita percezione di fondi europei strutturali FEAMP e FLAG, con conseguenti danni erariali”.
In totale gli arrestati, messi ai domiciliari su ordine del gip Giorgia Castriota, sono sei e sono accusati a vario titolo di falso, turbata libertà negli appalti riguardanti l’affidamento in gestione di spiagge e servizi connessi alla balneazione, frodi, indebite percezioni di erogazioni pubbliche e rilevazioni del segreto d’ufficio. Oltre alla sindaca, all’ex vicesindaco e al presidente del consiglio comunale, sono stati arrestati i funzionari comunali Corrado Costantino e Alberto Leone e l’imprenditore Giampiero La Rocca.
Una cinquantina in totale gli indagati Applicata poi la misura cautelare del divieto di dimora a Terracina e dell’interdizione dai pubblici uffici o dall’esercizio dell’attività di impresa o dalla professione agli imprenditori Ivo Di Sauro, Alfredo Smaltini e Raffaele Graziani, al tecnico Giuseppe Zappone, e ai dipendenti comunali Carlo Michele Sinapi, Davide Di Leo e Giuseppe Mosa.
Disposte inoltre sanzioni per la società Vib srl, a cui è stata anche revocata la concessione demaniale e vietato per 12 mesi di contrarre con la pubblica amministrazione. Sequestrati infine i beni dell’Associazione Vela Club, presso l’Arena del Molo, il terreno e i manufatti, ritenuti abusivi, del camping Romantico e il ristorante Sublimare.
Indagato pure l’europarlamentare Nicola Procaccini. Nella maxi inchiesta sulla gestione del demanio marittimo a Terracina è finito anche l’esponente di Fratelli d’Italia. Procaccini, ex militante del Fronte della Gioventù, dopo essere stato uno degli emergenti in An e uno degli uomini più vicini a Giorgia Meloni, di cui è stato anche portavoce quando la attuale leader era ministra della gioventù del Governo Berlusconi, è passato con Fratelli d’Italia. Figlio dell’ex deputata azzurra Maria Burani Procaccini, proprio a Terracina, la sua città di origine, è stato sindaco dal 2011 al 2015 e poi dal 2016 al 2019. Eletto al Parlamento europeo, ha lasciato il timone della città all’allora sua vice, Roberta Tintari, poi eletta sindaca nel 2020 e finita questa mattina ai domiciliari. E anche Procaccini, che di recente aveva scelto Marcuzzi, già arrestato sei mesi fa, come suo collaboratore a Bruxelles, è stato considerato parte del sistema di illeciti che sarebbe stato costruito attorno alla pubblica amministrazione terracinese.

Il comunicato stampa del Procuratore della Repubblica di Latina

Comunicato Stampa
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