Continua e si rafforza la penetrazione economica delle mafie in provincia di Latina

LA PENETRAZIONE ECONOMICA DELLA CAMORRA IN TUTTO IL SUD PONTINO SI RAFFORZA CON LA COMPLICITA’ DI PEZZI DELLE ISTITUZIONI LOCALI MENTRE I PRESIDI LOCALI DELLE FORZE DELL’ORDINE FANNO POCO O NIENTE PER CONTRASTARE EFFICAMENTE IL FENOMENO DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Tutti i riflettori sono in questo momento puntati su Fondi. Ed è giusto che sia così, soprattutto a causa del comportamento vergognoso del Governo Berlusconi, che, dopo un anno circa dalla data della richiesta di scioglimento del Consiglio comunale di quella città fatta dal Prefetto di Latina Bruno Frattasi, ancora non assume una decisione invocata ormai anche da qualche parlamentare dello stesso PDL, come Angela Napoli.

Ma nessuno si domanda il “perché” ed il “come” si sia arrivati a questo punto. Anni di disattenzione, di disinteresse ad una situazione che, maturata decine di anni fa, si è incancrenita fino a consentire un’occupazione, oltreché militare, soprattutto economica e politica del territorio.

Sotto processo, se ci trovassimo veramente in uno stato di diritto, dovrebbe andare un’intera classe dirigente. Ma, tant’é. Siamo in Italia!.

Oggi si consente a certa gente ancora di parlare e di sparlare, accusando, anziché i camorristi ed i loro sodali politici, chi li combatte mettendo a repentaglio la propria vita. Ed i propri soldi.

Sono anni che ci stiamo sgolando nel chiedere alle forze dell’ordine locali di guardare con particolare attenzione, oltreché alla criminalità comune, a quella organizzata, a quella dei colletti bianchi, delle banche, delle professioni, dei politici.

Sono anni che denunciamo casi specifici, situazioni e comportamenti particolari.

Ci sono in provincia di Latina almeno 4-5 comuni che dovrebbero essere messi sotto una potente lente d’ingrandimento per il livello di altissima penetrazione del loro tessuto economico- e per le connivenze con personaggi della politica e delle istituzioni- da parte della criminalità organizzata.

Comuni in genere del sud pontino, senza escludere però altri, come il capoluogo, alcuni dei quali, come Fondi-Terracina-San Felice Circeo, individuati come collegati fra di loro da un filo rosso, come è emerso dalle indagini della DDA di Roma relative all’operazione “Damasco”.

Nulla dobbiamo rimproverare-anzi! – agli uomini e alle donne della DIA, dei ROS, dei GICO, a quelli del Col. Sinipo, ma quelli locali che fanno? Le Stazioni, i Commissariati, le Brigate locali stanno facendo ed hanno fatto appieno quello che avrebbero dovuto e debbono fare???

La Guardia di Finanza, soprattutto, che sta facendo a Fondi, a Formia, a Terracina, a Sperlonga, Gaeta, Itri, Minturno e così via? Per non parlare di Latina, Sabaudia, San Felice Circeo ecc. Poco, pochissimo, a quel che noi sappiamo, mentre giorno dopo giorno montagne di soldi, della cui provenienza lecita c’è da dubitare tantissimo, vengono investiti da clan, ’ndrine, famiglie italiane e straniere.

Cambiate quel Comandante provinciale, oltreché quello del gruppo di Formia, come è stato fatto a Frosinone, dove, con la venuta del Col. Salato, le cose sono mutate dal nero al bianco!!!

Ci rincresce attaccare i vertici delle forze dell’ordine perché i nostri nemici sono i mafiosi non le forze dell’ordine e la magistratura, ma in provincia di Latina certi vertici delle une come dell’altra non vanno. In trincea si mandano uomini motivati e preparati, non chi affronta un nemico potente con logiche da ordinaria amministrazione.

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