Considerazioni fuori le righe di una Sindaco che ha il coraggio di dire le verità…

Assemblea degli amministratori del P.d. ad Alatri.(venerdì 14 ore 17.30)

Sono stato invitato a questa riunione dove andrò per dire che non sono uno di loro, sono un non allineato anche se quella casa che loro occupano abusivamente appartiene alle idee e ai valori che ho condiviso con tanta gente che ormai come me non crede più alle vuote formule dei partiti.

Parteciperò non per elogiarli o per sostenere la loro azione politica ma per raccontare le tante storie che ormai non ascoltano più, sono entrati nel palazzo e hanno dimenticato quello che succede per strada. Pur essendo un partito nato a tutela dei diritti dei cittadini, a difesa degli interessi degli ultimi e degli inermi ormai è di supporto agli interessi dei grandi gruppi finanziari, difende il capitale delle banche, gli investimenti degli industriali e partecipa alla spartizione degli appalti e degli incarichi pubblici.

Io sindaco cattolico e di sinistra, non trovo alcun rappresentante in quel partito che invece dovrebbe essere la massima espressione del solidarismo cattolico, l’applicazione della dottrina sociale della chiesa coniugata alla difesa della giustizia sociale, alla tutela dei salari e del lavoro e alla promozione di tutti quei diritti compresa l’emancipazione sociale e culturale della donna che ha caratterizzato tante battaglie civili e politiche della sinistra italiana.

Coltivo questi sentimenti ma non ho il diritto di cittadinanza in questo partito perché i suoi massimi esponenti hanno ormai tradito gli ideali e rappresentano solo il potere, i privilegi e l’impunità di una casta politica che si assomiglia sempre più nella logica del guadagno, nel mantenimento del consenso con le pratiche clientelari e la distribuzione di favori. Dirò che questa politica è arrivata al capolinea e non basta cambiare i metodi senza cambiare anche le persone.

Un partito che ormai è stretto in un abbraccio mortale con il p.d.l. e l’udc, un partito che si è scordato del suo passato, delle sue radici, della sua storia e delle sue testimonianze, un partito che non trova più le parole per difendere i lavoratori, il diritto al lavoro, che scappa a gambe levate quando bisogna difendere la legalità e combattere contro le infiltrazioni camorristiche interessano la nostra provincia, che non ha nulla da dire riguardo all’inquinamento che ormai ha compromesso oltre che la valle del sacco anche numerose realtà locali dove si moltiplicano i sospetti per lo smaltimento di rifiuti tossici. Non sanno parlare perché non sanno più ascoltare la gente e si considerano piccoli professionisti della politica, eterni detentori del potere, ma ormai inefficaci a contrastare il declino economico ed etico della provincia di Frosinone. In Regione votano spesso con la maggioranza sprecona e gaudente della Polverini, in provincia non hanno il coraggio di dire nulla sui guai giudiziari di un consigliere da tre mesi agli arresti domiciliari, e per quanto riguarda i comuni accanto ad elementi di indiscusso valore politico e morale, ne esistono tanti che si ingegnano solo per mantenersi a galla.

Dirò che bisogna cacciare i ladri dal tempio, abolire i privilegi della casta, vitalizi compresi e tagliare il numero dei direttori, distretti e dipartimenti della Asl. Non lo fanno per non mettersi contro portatori di voti e di favori, ma l’obiettivo non è la ricerca del bene particolare ma di quello della collettività. Da tempo fanno solo chiacchiere sarebbe ora che cominciassero ad essere coerenti con le cose che dicono, dappertutto e per ogni cosa. Queste cose dirò alla riunione del p.d. perché non ho interessi personali da difendere e del resto nemmeno loro potranno alzare la voce visti i deludenti risultati degli ultimi anni.

Bisogna rilanciare una politica di qualità che in questo momento deve essere anche di cambiamento e di rottura, ma il p.d. ha smarrito la bussola tanto da far rimpiangere la stoltezza e la faccia tosta di quei coraggiosi 314 deputati che in parlamento ebbero il coraggio di affermare con il loro voto che Ruby fosse la nipote del presidente Mubarak. 8 settembre 2012

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