Condividiamo in pieno il contenuto e chiediamo di indagare sulle responsabilità della Regione Lazio e del Comune di Latina

La vice Presidente di Valore Comune, Cristina Rossi, sull’inchiesta della magistratura riguardante la discarica di Borgo Montello: “ E’ veramente una storia schifosa”
“Prima di qualsiasi riflessione mi preme ringraziare forze dell’ordine e magistratura che hanno dimostrato di tutelare gli interessi dei cittadini più di quanto faccia la politica” A parlare è Cristina Rossi, vicepresidente dell’associazione Valore Comune.
“E’ questa una premessa necessaria visto che oggi le cronache locali raccontano di un’inchiesta su una mega truffa perpetuata dal gestore privato della discarica di borgo Montello a cui è seguito un danno ambientale ancora da quantificare. Una truffa e un danno ambientale a cui solo la magistratura ha messo un freno. Dov’è stata la politica fino a ieri?”
“ Sempre ieri- continua Cristina Rossi – abbiamo assistito a una conferenza stampa sull’accaduto dell’assessore all’Ambiente nonché vice Sindaco del Comune di Latina, Fabrizio Cirilli, che ha del paradossale. Cirilli ha asserito di essere soddisfatto dell’inchiesta che ha portato all’arresto di sei persone e di essere a conoscenza del sistema contorto che permette ai gestori privati delle discariche di accumulare soldi da utilizzare per le bonifiche successive alla chiusura delle stesse. Lo stesso assessore all’Ambiente ha ammesso, mostrando anche dei documenti, di essere a conoscenza del fatto che il gestore privato, al momento di ricevere l’autorizzazione di rinnovo all’esercizio da parte della Regione Lazio, non possedesse i requisiti che dovevano sussistere”.
Prendendo per vero quanto denunciato da Fabrizio Cirilli sono due i dubbi che sorgono spontanei. Uno di carattere amministrativo, l’altro più squisitamente politico.
“Prima di tutto mi preme capire perché se l’assessore Cirilli, che era a conoscenza del mancato avvio del progetto di bonifica e quindi temeva la distrazione di denaro pubblico da parte della Indeco, non abbia fatto quanto in suo potere per fermare tutto ciò limitandosi ad inviare lettere alla Regione senza ricevere mai risposta. Rimango sconcertata nell’apprendere come il vice sindaco non sia a conoscenza dei suoi poteri. Era in suo potere, qualora avesse avuto sentore di una notizia criminis, informare con un esposto la magistratura eppure questo non è stato fatto. Il mancato avvio di un progetto di bonifica implica un danno ambientale ed un inquinamento delle falde acquifere. Cirilli ha affermato di essere entrato in possesso di dati che dimostravano questo inquinamento. Perché allora non ha informato il sindaco e chiesto che venisse emessa un’ordinanza sindacale che bloccasse il conferimento dei rifiuti? Anche qui è la legge che conferisce al sindaco il ruolo di tutore della salute pubblica dei suoi cittadini. ”
“Perché nulla di concreto è stato fatto? Ricordo un anziano sindaco Aimone Finestra recarsi con la fascia tricolore, alle cinque del mattino, di fronte i cancelli della discarica per fermare i lavori. Così fece anche il suo successore Vincenzo Zaccheo che davanti ai cancelli portò i gruppi consiliari. Perché la classe politica locale è rimasta in silenzio?”
“Perché – si domanda ancora la vice presidente di Valore Comune – la conferenza stampa di denuncia non è stata organizzata prima che la magistratura aprisse un’inchiesta? Perché se tutti sapevano delle irregolarità la magistratura ha dovuto aprire un’inchiesta autonomamente, senza che nessuna segnalazione
provenisse dalla classe politica locale? Sono tutte domande a cui Fabrizio Cirilli non ha dato risposta durante la conferenza stampa”.
“Ragionando invece su un piano prettamente politico – continua la vice presidente dell’associazione Valore Comune – se davvero sono anni che Cirilli scrive alla Regione e mai questa si è degnata di rispondere, viene lecito chiedersi quale sia il peso politico dell’assessore. E’ politicamente in grado di ricoprire questo ruolo?”.
“L’assessore all’Ambiente si è poi dimenticato di parlarci – conclude Cristina Rossi – della condanna della Corte di Giustizia europea che ha coinvolto anche le due discariche di Borgo Montello, tra cui una comunale. ”
“Confermiamo la nostra solidarietà alla magistratura a cui va tutto il nostro sostegno perché faccia luce non solo sulla mala gestione della discarica ma anche sulle eventuali responsabilità della pubblica amministrazione”

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