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Continuano serrate le indagini di Guardia di Finanza e carabinieri di Frosinone nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura del capoluogo su presunte irregolarità nella manutenzione di alcuni immobili del Comune. Al momento, l’ipotesi di reato avanzata dai magistrati è di concussione. Le persone indagate restano due, entrambi dipendenti comunali del settore della Manutenzione. L’attenzione degli investigatori, però, non è concentrata soltanto sul cimitero, ma anche su altre strutture: tra queste, secondo indiscrezioni provenienti da fonti autorevoli, ci sarebbero il Palazzo di Giustizia e alcune scuole del capoluogo, della cui manutenzione si occupa l’ente municipale. Proprio da ambienti investigativi, si sottolinea come gli accertamenti in corso «riguardino in particolare interventi di manutenzione su edifici pubblici».
Dopo le perquisizioni eseguite nei giorni scorsi in Comune (negli uffici di via Armando Fabi), a casa degli indagati, su una barca ormeggiata a Terracina e in un appartamento situato nella stessa città pontina, ieri mattina in Procura si è tenuto un vertice: il pm titolare del fascicolo, Adolfo Coletta, carabinieri e Guardia di Finanza, sulla base degli elementi raccolti, hanno fatto il punto della situazione riguardo a questa prima fase dell’inchiesta. Tra l’altro, è stato esaminato tutto il materiale acquisito e repertato finora (al Comune sarebbero stati prelevati atti a partire dal 2004). Gli inquirenti hanno analizzato tutta la documentazione in loro possesso. La Guardia di Finanza avrebbe focalizzato l’attenzione su almeno cinque società, che graviterebbero intorno ai lavori di manutenzione dell’ente. Contestualmente, sono in corso anche attività di verifica su alcuni conti correnti bancari e nei prossimi giorni qualche imprenditore potrebbe essere ascoltato dalle fiamme gialle e dai carabinieri del capoluogo. Sull’inchiesta, che ruota su presunte tangenti, gli investigatori mantengono comunque il più stretto riserbo, «anche perché si è nella fase preliminare», sottolineano.
La vicenda è seguita da vicino anche dal capo della Procura di Frosinone, Margherita Gerunda: «E’ una delicata inchiesta, sono emersi aspetti che ci inducono ad approfondire le indagini e a farne ancora altre. Sono venuti alla luce elementi davvero interessanti ai fini dell’inchiesta. L’attività non riguarda solo il cimitero, ma anche altro». Queste le parole del numero uno della Procura del capoluogo poco dopo il summit che si è svolto nel Palazzo di Giustizia.
Ora, dunque, saranno eseguiti approfondimenti. Quella di ieri, in Procura, è stata una giornata di studio, di attenta disamina. Non sono state effettuate altre perquisizioni né, al momento, è stato disposto alcun sequestro. L’inchiesta avviata tiene banco anche negli ambienti politici. «Ritengo che sia doveroso attendere l’esito delle indagini – ha commentato l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Frosinone, Sergio Paris -. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, che dovrà fare tutto quello che crede opportuno. Il mio auspicio è che su questa vicenda si faccia al più presto la massima chiarezza».
Stefano De Angelis

(Tratto da Il Messaggero.it)

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