Con il Giudice Lello Magi,un’icona della lotta alla camorra,estensore della sentenza al processo Spartacus,l’Associazione Caponnetto aprì anni fa ,a Gaeta ,la stagione dei Convegni nel Basso Lazio,il territorio definito a giusta ragione ,per la presenza massiccia dei Casalesi in particolare,”provincia di Casale”.L’intervento di questo grande e coraggioso Magistrato,ora in Cassazione,volle essere,secondo i nostri intendimenti, un segnale importante che noi volemmo dare alla società ed alle istituzioni di quel territorio.Forse non tutti ne compresero la portata e le finalità.Abbiamo voluto continuare,grado a grado e spostandoci di volta in volta in altri comuni altrettanto “caldi”,come Formia,Fondi,Cassino ed altri ancora,ma sempre ricadenti in quell’area della “provincia di Casale”,proprio per far capire che era cambiata l’aria e per dare un senso a quella direttrice di marcia che costituì il motto di un altro convegno sempre dell’Associazione Caponnetto a Formia “Bonificare la politica,bonificare il territorio”. A tutti i convegni,vecchi e nuovi,abbiamo fatto in modo che partecipassero sempre magistrati di punta,impegnati ,come inquirenti soprattutto ma anche giudicanti,sul fronte della lotta alle mafie ed alla corruzione.Un elenco lungo che diventa interminabile,poi,se parliamo dei Convegni svolti a Napoli,a Caserta e così via, ove abbiamo avuto la partecipazione di magistrati del livello del Procuratore Nazionale Franco Roberti ed altri. Ma oggi ci piace fermarci a Lello Magi perché é a lui –ed anche ad Antonello Ardituro che lo seguì subito dopo in un convegno che organizzammo a Formia- che dobbiamo dire un grazie affettuoso e riconoscente per aver creduto in noi in un periodo in cui l’Associazione Caponnetto,nata da poco,non era ancora forte,autorevole,rispettata e temuta qual’è oggi e quale sarà sempre più. Ed é appunto in onore di Lello Magi che ci piace pubblicare questo articolo di 3 anni fa del Corsera nel quale,alla notizia del suo trasferimento in Cassazione,si aggiunge un tratteggio dei suoi meriti e delle sue qualità . Giudice Magi,un grazie infinito e ad maiora.

  • Il Giudice Raffaello Magi Lascia Caserta,Scrisse La Sentenza Del Processo «Spartacus»

CASALESI

Il giudice Raffaello Magi lascia Caserta,
scrisse la sentenza del processo «Spartacus»

Estensore del testo con 95 condanne e 21 ergastoli ai boss
Ora passa in Cassazione, compirà 50 anni tra un mese

 

CASERTA – Raffaello Magi, il giudice di Gomorra, estensore della sentenza di primo grado contro il clan dei casalesi nel processo “Spartacus” lascia Caserta. Dopo Federico Cafiero de Raho, magistrato della Dda che ha seguito le indagini più importanti nella caccia ai latitanti della cosca, un altro magistrato simbolo della lotta dello Stato alla camorra casalese dopo 19 anni va via da Terra di lavoro. Magi si appresta infatti da oggi a lasciare il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per approdare, martedì prossimo, alla Prima sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Severo Chieffi.

LA BIOGRAFIA – Magistrato dal 1993 (compirà 50 anni esattamente tra un mese, ndr), al tribunale sammaritano dal 1994, dopo un inizio nell’ufficio Gip è poi passato alla Corte
d’Assise dove si è occupato del processo per l’omicidio Imposimato e soprattutto del processo ai Casalesi iniziato il primo luglio del 1998 e conclusosi con la sentenza del 15 settembre 2005 che comminò 95 condanne (21 ergastoli) ai boss e agli affiliati del cartello criminale casertano. Un’esperienza di cui ha parlato nei suoi libri «Questa Corte condanna» e «Dentro la giustizia». Passato poi a presiedere il tribunale collegiale, dal 2011 ha proseguito la sua offensiva ai clan come presidente della sezione misure di prevenzione, comminando sequestri e confische ai colletti bianchi dei Casalesi – come i Passarelli (re dello zucchero) e l’imprenditore Pasquale Pirolo – e degli altri clan casertani, è il caso dei fratelli Acconcia (vicini ai Belforte di Marcianise). Da ultimo, in uno dei suoi provvedimenti, è emerso come la camorra casertana, con l’interesse dei servizi segreti deviati, avesse messo le mani sulle remunerative attività di bonifica ambientale. 

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