Commissione Parlamentare antimafia a Latina. A fare cosa?

CERTI CAMBIAMENTI SONO ASSOLUTAMENTE NECESSARI SE SI VUOLE DARE CONCRETEZZA E SENSO ALLE TANTE DICHIARAZIONI DI MUTAZIONE SUL VERSANTE DELLA LOTTA ALLE MAFIE
ALTRIMENTI SONO SOLO UN BLA BLA, UNA PARATA, COME AL SOLITO, PER BUTTARE UN PO’ DI POLVERE NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI
L’altro ieri la Commissione Parlamentare antimafia è andata a Latina per l’ennesima volta per… verificare lo stato delle cose dopo le annose relazioni della DNA, delle DDA e della DIA sull’allarmante livello di penetrazione mafiosa nel Basso Lazio e dopo anche alcuni episodi di minacce ai danni di giudici del Tribunale pontino.
Noi, che pur siamo dei convinti e strenui sostenitori dello Stato di diritto e, pertanto, rispettosi delle Istituzioni in quanto tali, considerata anche l’esperienza pregressa, non abbiamo mai dato un eccessivo credito ad un organismo politico che è l’espressione di un Parlamento sui cui scranni siedono tanti soggetti inquisiti, condannati o comunque sospettati di gravissimi reati penali ed amministrativi.
Purttuttavia ci saremmo aspettati, avendo stima di alcuni suoi membri – Presidente e, soprattutto, V. Presidenti- una visita meno formale, più completa e minuziosa.
Ci saremmo aspettati, insomma, oltre che un’audizione dei soliti rappresentanti delle istituzioni locali i quali forniscono, come è ovvio, notizie di routine e di carattere generico, anche di quanti sono in grado di fornire una sorta di controinformazione sulla base delle
criticità, carenze, eventuali comportamenti omissivi e quant’altro del genere.
Ci saremmo aspettati, insomma, un incontro a tu per tu della Commissione o, meglio, di alcuni membri, Presidente e V. Presidenti per essere chiari, con i rappresentanti delle associazioni antimafia.
Confessiamo subito che ci saremmo sentiti, ove fossimo stati auditi, in imbarazzo a parlare di cose alquanto delicate alla presenza di chi ai margini dell’audizione ha dichiarato alla stampa che… non ci sono organizzazioni criminali strutturate sul territorio, in quanto convincimenti siffatti sono al di fuori della realtà e contrari ad ogni logica.
Siamo stati felici, quindi, di essere stati esclusi da un incontro dagli esiti, dal nostro punto di vista, assolutamente negativi.
Ma non è di questo che vogliamo parlare.
Ieri è stata resa nota la notizia del cambiamento al vertice della Prefettura.
Il Prefetto va via ed arriva un nuovo Prefetto.
Abbiamo letto la scheda informativa di questo e dalla lettura deduciamo che dovrebbe trattarsi di un Prefetto bravo ed esperto.
Speriamo di poter avviare con lui – e con i suoi collaboratori di fiducia- quel confronto cordiale e di collaborazione che non è nemmeno iniziato con il suo predecessore.
Ma la domanda che ci viene spontanea è la stessa che abbiamo formulato ad un nostro amico che stimiamo ed al quale vogliamo bene, Franco Brugnola, che annotava su Facebook “Commissione Parlamentare antimafia a Latina”: A FARE CHE COSA?
I componenti di tale Commissione che sono andati a Latina hanno incontrato il Prefetto, il Questore, i Comandanti provinciali della Gdf e dei CC, il Procuratore e la Giudice Aielli che è stata minacciata dalla mafia.
Orbene, giova ricordare che il Prefetto, quale rappresentante sul territorio del governo centrale, è colui che presiede il Comitato Provinciale per la Sicurezza e l’ordine pubblico.
Egli, cioè, è il responsabile massimo di ogni piano di lotta contro la criminalità organizzata ed è colui che detta le linee.
Ammesso anche che Commissione antimafia e Prefetto siano giunti a qualche conclusione, quale importanza questa riveste se il giorno dopo l’incontro il Prefetto è stato trasferito???
Domanda, questa, alla quale gradiremmo che qualcuno ci rispondesse.
Caro Franco Brugnola, l’inutilità di incontri del genere è sotto i tuoi occhi e di tutti coloro che sono abituati ad usare un pò il cervello.

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