Comitato Antimafie: DOPO IL 25 SETTEMBRE Fondi. Il lavoro serio di ricostruzione di un tessuto morale, culturale, politico, economico ed istituzionale comincia ora!

DOPO IL 25 SETTEMBRE, ANCORA CON PIU’ IMPEGNO CONTRO LE MAFIE

La mobilitazione, promossa dal Comitato permanente contro le mafie del 25 settembre, ha centrato pienamente quello che erano gli obiettivi che ci eravamo dati: mantenere alta l’attenzione sul “caso Fondi”, dimostrare che l’unità della forze politiche del centro sinistra sul tema della lotta alle mafie è sostanziale, dare voce alle associazioni che si battono sul territorio, avere la partecipazione di centinaia di cittadini fondani che stanno ritrovando la forza e il “coraggio” di esprimere liberamente il loro sentimento di rifiuto di ogni condizionamento politico-affaristico e di riconquistare quegli spazi democratici di confronto pubblico.

Non erano obiettivi facili da raggiungere e, sicuramente, fino a qualche mese fa, difficilmente sperabili. Ma l’impegno di coloro che hanno lavorato con caparbietà a questo progetto, ha dato i suoi frutti. Certo, la manifestazione del 25 ha rappresentato l’inizio di un lavoro che deve essere proseguito con maggior tenacia e convinzione, perché le tematiche della lotta alle organizzazioni mafiose e il ripristino della trasparenza nella macchina amministrativa, così come lo sradicamento dal tessuto economico degli interessi criminali, devono diventare patrimonio della maggioranza dei cittadini e ciò richiederà un lavoro ancora più impegnativo. E’ importante che queste valutazioni siano state espresse in modo chiaro anche dai maggiori leader politici intervenuti: Dario Franceschini, Paolo Ferrero e Claudio Fava, insieme a tanti altri e dai rappresentanti delle associazioni: la “A. Caponnetto”, Murales-ARCI, Legambiente, Il Cantiere sociale, Articolo 21.

Come Comitato permanente di lotta alle mafie, ci sentiamo caricati di una grande responsabilità nei confronti della città di Fondi e di tutto il territorio del sud pontino, oramai abbondantemente colonizzato dalle diverse organizzazioni mafiose: camorra, ‘ndrangheta e Cosa nostra. Difficilmente il Consiglio dei Ministri potrà rigettare la richiesta di scioglimento del Consiglio comunale di Fondi, e, quindi, tra pochi giorni ci troveremo ad affrontare un periodo di commissariamento durante il quale la macchina amministrativa del Comune e i rapporti con l’economia reale del territorio dovranno essere rivoluzionati. Infatti, così come affermato durante la manifestazione da Maria Rosaria Ingenito, vice prefetto di Roma e segretaria nazionale dell’UNADIR, i Commissari che verranno nominati, considerata l’eccezionalità e la gravità della situazione amministrativa, economica e sociale di Fondi, bisogna che siano indicati in continuità con la volontà operativa dimostrata dal Prefetto Bruno Frattasi e dotati di poteri eccezionali; in grado di permettere di rivedere le funzioni degli attuali dirigenti comunali che, nonostante siano inquisiti dalle inchieste della DDA di Roma, sono stati spostati, dall’attuale amministrazione, di compiti rimanendo tutti in ruolo.

Da tutto ciò, ci si rende ben conto che il lavoro è appena all’inizio e che, aldilà di tutto, l’antimafia la si fa tutti i giorni, sul territorio, senza mai abbassare la guardia. Considerare un territorio “libero” definitivamente dal controllo delle mafie significherebbe non aver colto l’essenza del problema: le mafie si combattono senza sosta, perché è quando i cittadini e lo Stato abbassano la guardia che esse possono tranquillamente operare.

Fondi, lì 26 settembre 2009

p. Comitato permanente di lotta alle mafie – Fondi

Bruno Fiore

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