Com’è possibile che (un boss) abbia vinto l’appalto nucleare.RIGUARDAVA LA CENTRALE DI BORGO SABOTINO A LATINA

Il Caffè, n. 479 dal 7 al 13 febbraio 2019

Com’è possibile che abbia vinto l’appalto nucleare?

In nome e per conto proprio della capofila Fracla Srl, nonché della CEA Elettric Srl di Montalto Uffugo, Cosenza, della VI.CAR. Srl di San Giuseppe Vesuviano, Napoli, il gruppo di Pietro Tindaro Mollica aveva vinto nel 2010 la gara d’appalto per costruire il deposito ‘provvisorio’ di scorie radioattive a Borgo Sabotino, Latina. E lo vinsero nella procedura negoziata – ossia riservata ad una ristretta cerchia di aziende – a seguito di invito della Sogin Spa, la società statale incaricata di smantellare e mettere in sicurezza i vecchi siti nucleari italiani. I lavori furono poi subappaltati ad altri soggetti del casertano, tra un fallimento e qualche triangolazione societaria. Quei lavori sono costati oltre 4 milioni di euro. La delicatissima e strategica opera, di interesse per la sicurezza dell’intera nazione, non fu ultimata e nel 2012 la Sogin, ha dovuto effettuare un nuovo bando per completare con “sigillatura di microfessure e finitura interna” il bunker nucleare. Altro appalto per altri 560 mila euro, aggiudicato con un ribasso del 33%. Saldi nucleari, insomma. A marzo 2014 il Tar ha annullato l’interdittiva antimafia che aveva stoppato il Consorzio Aedars. Forse non accorgendosi che una delle aziende alle quali Aedars aveva subappaltato i lavori del deposito provvisorio delle scorie nucleari a Latina, la Green Impresit Srl di Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Cioè ad una socia dell’Aedars, coinvolta nel 2013 nello scandalo del CUB (Consorzio Unico di Bacino) per lo smaltimento dei rifiuti nelle province di Caserta e Napoli. Secondo i magistrati inquirenti campani, i dirigenti del CUB permettevano una truffa che consisteva sostanzialmente nel creare false emergenze, assegnando così i lavori senza alcuna gara d’appalto, in fretta e furia, e sempre alle solite ditte, Edil Eco Sud Srl e Green Impresit Srl. A settembre 2013 il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ordinò il sequestro preventivo nei confronti di entrambe queste società. Ma la sentenza del Tar di Roma che annullò l’interdittiva antimafia nei confronti del Consorzio Aedars, non faceva menzione alcuna di tutta questa storia. Né sembra essersene accorto alcuno in occasione dell’appaltone per il deposito nucleare a Latina, costruito appunto dalla Green Impresit.

 

 

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