Come nasce un impegno integrale contro le mafie…

COME NASCE UN IMPEGNO INTEGRALE NELLA LOTTA CONTRO I MAFIOSI…
Chi scrive è rimasto affascinato dall’andamento e dagli esiti di un incontro che gli fu richiesto 7-8 anni fa, incontro che avvenne in una località segreta con un Colonnello dei Carabinieri e con un Ispettore della Polizia di Stato della DIA i cui nomi resteranno indelebili nella sua memoria e che, ovviamente, non possono essere citati.
Un incontro dal quale è nato un iter investigativo e giudiziario che ha portato nelle patrie galere una settantina di persone… perbene (si fa per dire!!!).
” Per noi “zappatori” e non parolai dell’antimafia, servono i fatti, mi disse quel colonnello. Il nostro compito è quello di acchiappare i mafiosi, stringergli i coglioni e sbatterli in galera levando ad essi tutti i beni accumulati con il sangue di povera gente. Le chiacchiere non servono. Servono fatti e fatti significano notizie”.
Quelle parole sconvolsero mente e cuore di chi scrive in maniera indescrivibile.
Quel Colonnello, giovanissimo e simpaticissimo, non è più nella DIA ed è ritornato nei reparti, ma è rimasto idealmente un punto di riferimento.
Ci sono ancora delle persone meravigliose, umili, franche, piene di voglia di fare e di senso dello Stato, che affascinano chi crede in certi valori.
Peccato che non siano molte.
Ecco: noi “zappatori”.
La lotta alle mafie si fa in due modi:
-parlandone e basta e, magari, talvolta lucrandoci;
-facendo gli “zappatori”.
Noi abbiamo scelto di fare gli “zappatori” e ne andiamo orgogliosi perché, fra l’altro, pur in un mare di delusioni, di rabbia e dolori, ogni tanto abbiamo anche la soddisfazione di vedere tante persone… perbene (si fa per dire) sbattute in galera e private di ogni bene.
E’ una scelta di vita alla quale nessuno di quelli che fa il nostro lavoro si può sottrarre.

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