Come mai nessuno ha indagato ed indaga sui gravi appunti mossi nella Relazione di accesso al Comune di Fondi all’attuale Sindaco di Gaeta il quale è anche Dirigente di quel Comune?

COME MAI NESSUNO HA INDAGATO ED INDAGA SUI GRAVISSIMI APPUNTI MOSSI
NELLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE DI ACCESSO AL COMUNE DI FONDI ALL’ATTUALE SINDACO DI GAETA IL QUALE E’ ANCHE DIRIGENTE DI QUEL COMUNE? EPPURE CI SONO IN QUELLA RELAZIONE ELEMENTI DI ESTREMO INTERESSE CHE POSSONO CONTRIBUIRE A RICOSTRUIRE IL ” QUADRO” GENERALE APPENA EMERSO DALLE INCHIESTE FATTE.
Bruno Fiore “ri”alza l’attenzione sulle mafie a Fondi | Autore admin
Gli attentati incendiari avvenuti negli ultimi mesi contro ditte che operano nel trasporto dell’ortofrutta a Fondi, apparentemente sembrano tra loro legate da un solo filo conduttore: il trasporto, appunto, dell’ortofrutta. Ma basta questo legame a comprovare un “controllo mafioso” sul secondo mercato ortofrutticolo nazionale o bisogna cominciare ad ampliare l’analisi ad una situazione ben più radicata e profonda di infiltrazioni mafiose nella più importante industria dell’economia fondana? E’ una domanda non retorica, alla quale è doveroso dare una risposta chiara e precisa. Il settore della logistica dell’ortofrutta è uno degli strumenti più utilizzati dalla criminalità organizzata nazionale ed internazionale per trasportare ingenti quantitativi di droghe e di armi, senza trascurare la tratta di esseri umani legata all’immigrazione clandestina. Controllare, quindi, questo settore dell’attività di un mercato ortofrutticolo significa garantirsi la possibilità di effettuare i traffici illegali in uno dei modi più “sicuri”.
Le mafie sono interessate al trasporto dell’ortofrutta per la velocità e la quotidianità con cui migliaia di automezzi si muovono in Italia ed in Europa. Pensiamo che solo incidentalmente vi possa essere anche un ritorno economico nell’imposizione del controllo del trasporto, dato dalla possibilità di chiedere tangenti per lo svolgimento di queste attività. Nel settore ortofrutticolo altro aspetto che va messo in relazione alle infiltrazioni mafiose è quello riguardante la “gestione” delle piattaforme di approvigionamento per la grande distribuzione. In questo ambito si può riscontrare l’imposizione di prezzi all’origine nei confronti dei produttori, delle loro cooperative e dei commercianti all’ingrosso. Questo tipo di controllo criminale comporta molte volte il pagamento di vere e proprie tangenti che servono ad alimentare le imprese mafiose. Semplificando al massimo la filosofia criminale è quella che se vuoi vendere i tuoi prodotti devi servirti obbligatoriamente di certi canali e deve accettare le condizioni imposte: prezzi, lavorazioni, imballaggi e trasporto. In questo caso ci troviamo di fronte ad un sistema criminale più sofisticato, legato non solo all’imposizione dei prezzi ma alla sua organizzazione e gestione finanziaria. Decine di anni fa le organizzazioni criminali ndraghetiste in Calabria e Cosa Nostra in Sicilia si imponevano nei confronti dei commercianti ortofrutticoli che acquistavano i prodotti sul campo con l’obbligo della protezione e fornivano i loro uomini, la cosiddetta guardiania, per non avere problemi di furti o di distruzione delle coltivazioni. Oggi le organizzazioni criminali hanno di molto affinato i loro strumenti di controllo. Tutto ciò comporta a cascata un aumento dei prezzi al consumo dei prodotti ortofrutticoli. Le organizzazioni criminali pesano in modo diretto sull’economia reale, i loro profitti li pagano i consumatori. Quale è la capacità dello Stato di fare opera di contrasto a queste attività criminali rappresenta la nota dolens, considerato che le attività investigative sono affidate “sul territorio” a pochissimi uomini con risorse limitate. In questo territorio abbiamo bisogno di una maggiore attenzione per fare opera di prevenzione e di lotta alle mafie che, lo ricordiamo, non sono semplicemente infiltrate ma operano in modo consolidato. E non è sufficiente l’abnegazione prestata da chi si trova quotidianamente a combattere su questo fronte, ci vuole molto di più. Nel caso particolare del Mercato Ortofrutticolo di Fondi, che come tutti i mercati generali all’ingrosso vive questa pesante realtà di controllo mafioso, necessita una precisa assunzione di responsabilità da parte di tutti gli Enti pubblici che partecipano alla sua gestione: Comune, Camera di Commercio e Regione Lazio. Non è possibile che siano trascorsi alcuni mesi dalle dimissioni dal Consiglio di Amministrazione della società di gestione M. O. F. Spa del vicepresidente Prof. Francesco Polese, di nomina del Comune di Fondi, e del Presidente Dott. Michele Pasca Raymondo, nomina di spettanza del Presidente della Regione Lazio, e non si provveda alla loro surroga. Lasciando in un limbo gestionale la società MOF Spa, con riflessi diretti sulla trasparenza della sua gestione.
Bruno Fiore, Consigliere comunale del Partito Democratico

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