Come in Gomorra, la camorra parla tedesco: ecco i clan che hanno investito in Germania

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Come in Gomorra, la camorra parla tedesco: ecco i clan che hanno investito in Germania
Le attività criminali vanno dalla distribuzione di abbigliamento falso al traffico di veicoli rubati

di REDAZIONE

NAPOLI. Quelle in Spagna non sono le uniche infiltrazioni dei clan napoletani all’estero. Sempre dalla relazione del ministero dell’Interno sulle attività e risultati della Direziona Investigativa antimafia relativa al secondo semestre del 2015 vengono segnalati altri paesi in cui i clan stanno facendo affari. È il caso della Germania dove oltre ai clan di Napoli hanno diversi interessi anche i Casalesi. Le azioni delle cosche napoletane e casertane in Germania mirano in particolare a creare ulteriori canali per il reimpiego e riciclaggio dei proventi illeciti. A ciò sono affiancate attività delittuose perpetrate direttamente e che spaziano dalla distribuzione di abbigliamento contraffatto, quasi sempre con marchi del Made in Italy, alla messa in circolazione di monete false, fino al traffico di veicoli rubati.

Nello specifico le attività investigative condotte in Germania hanno accertato, fin dagli anni ’80 la disponibilità di riferimenti stabili sul territorio in particolare in alcune regioni quali Assia, Renania Settentrionale-Vestafalia,Baden-Wurttemberg e Baviera dei clan Licciardi, Moccia, Cava e Ascione. Interessi delle cosche napoletane anche nella Repubblica di San Marino. Qui è stata, in passato, accertata l’operatività del clan dei Casalesi, attivi nel reinvestire i capitali illeciti. Altri gruppi campani tracciati nel tempo nel piccolo Stato di San Marino sono: Vallefuoco, Marinello, Stolder,Sacco-Bocchetti-Cesarano, Schiavone, Di Lauro, Mazzarella e Zaza.

Nel descrivere le proiezioni delle organizzazioni criminali napoletane in Spagna si è fatto più volte riferimento al ruolo logisticamente strategico nel traffico internazionale degli stupefacenti, ricoperto dai Paesi del Nord Africa, con un esplicito rimando al Marocco. Le indagini raccolte nel semestre del 2015 rilevano come le stesse basi logistiche, in particolare quelle tunisine, siano diventate strumentali anche per il contrabbando internazionale di tabacchi lavorati esteri organizzato da elementi del clan Aquino-Annunziata di Boscoreale.

Nella relazione, infine, si fa cenno a come la camorra si stata ricompresa, a seguito di una direttiva del Presidente Barack Obama, nella black list delle associazioni di criminalità organizzata più pericolose degli Stati Uniti d’America. Attualmente l’Fbi segnala che la camorra, negli Usa può contare sulla presenza di circa 200 affiliati molti dei quali migrati durante le guerre di camorra.

IL ROMA

09/08/2016

fonte:www.internapoli.it

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