Come bisogna fare antimafia seria!

“ANTIMAFIA DEL GIORNO PRIMA” ED “ANTIMAFIA DEL GIORNO DOPO”. ANTIMAFIA COME INCHIESTA E DENUNCIA ED ANTIMAFIA COME VETRINA E STRUMENTO DI CARRIERA E… DI GUADAGNO

Parliamoci chiaro, una volta per tutte.

Ci sono due “antimafia”:

-quella dell’osservazione, dell’analisi, dell’inchiesta e della denuncia;

-quella del racconto, della retorica, e -diciamolo- della vetrina, per farsi pubblicità e, per qualcuno, anche per… guadagnarci.

L’antimafia che cerca di prevenire l’insediamento mafioso e l’antimafia che si esaurisce nel racconto di come questo sia avvenuto.

Necessarie l’una e l’altra, qualcuno dice.

Può darsi.

Noi non ne siamo convinti, perché –e non vorremmo apparire disfattisti – l’esperienza ci ha portati ad una conclusione drammatica.

E’ inutile lavare la testa all’asino-recita un vecchio adagio-, si perdono acqua e sapone.

Il livello di corruzione e di mafiosità ha raggiunto nel Paese picchi così alti da rendere inefficaci tutti i discorsi che si sono fatti e si continuano a fare nelle piazze, nelle scuole, nei luoghi pubblici.

La “primavera” di Palermo, le massicce manifestazioni che ci hanno fatto vedere in occasione dei funerali di Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa e di altre vittime di mafia, manifestazioni di decine, centinaia di migliaia di persone dai volti sconvolti dalla rabbia e dal desiderio di una palingenesi generale, sono ormai solo un ricordo

Un ricordo lontano, svanito nel nulla..

Dopo quelle manifestazioni c’è stato un voto di 61 seggi su 61.

Ci sono i ragazzi che in classe scrivono temi che inneggiano alla mafia. Cittadini che difendono i mafiosi quando le forze dell’ordine vanno ad arrestarli.

Politica ed istituzioni sono invase dalla mafia.

L’economia, le professioni, altrettanto.

Diciamo allora che una parte dell’Italia è mafiosa, un intero tessuto è mafioso.

Poi, c’è un’altra parte del Paese che non lo è.

Si tratta solo di stabilire quanto pesi l’una e quanto l’altra, se sia la prima in maggioranza o l’altra.

Noi riteniamo –da persone che vivono le realta’- che la parte mafiosa sia in maggioranza. Per mille ragioni che potrebbero riempire un trattato.

E con questa parte è inutile perderci tempo perché non è t più ora di attardarsi a fare analisi storiche, sociologiche e psicologiche. O economiche.

Non c’è tempo perché, mentre c’è chi va ancora in giro a raccontare la storia delle mafie, queste ce le troviamo perfino in casa nostra, nel Governo, nel Parlamento, nei Consigli regionali, provinciali, comunali, nella pubblica amministrazione, perfino nella magistratura e nelle forze dell’ordine. E nelle professioni, come ci dimostrano le cronache di tutti i giorni.

Dappertutto.

Gente che conta, che comanda e che è cosciente di quello che fa, che ha fatto la sua scelta di vita e che nessun richiamo alla coscienza la indurrà mai a ritornare sui propri passi.

Per farla breve, ci sono due Italia: una dei mafiosi ed una, molto piccola, di antimafiosi.

Questi ultimi, sempre meno, per non essere soccombenti, debbono convincersi della necessità di unire le fila, di smetterla di far chiacchiere-se veramente sono convinti-, di stringersi a quella parte delle istituzioni –soprattutto alla Magistratura ed alle forze dell’ordine che in grande maggioranza restano sane e sono l’unico presidio a tutela dello stato di diritto- che non può essere lasciata sola a combattere una battaglia titanica.

Ecco perché noi diciamo con insistenza e con rabbia “BASTA” con le chiacchiere, le parate, i corsi della legalità, l’informazione soft.

Chi veramente vuole impegnarsi contro LE mafie faccia come facciamo noi, come fa la Casa della Legalità di Genova e qualche altra Associazione sparsa sul territorio nazionale:

guardi intorno, osservi tutto e denunci, stando anche attenti a CHI denuncia.

Più che i comizi, le assemblee, le lezioni, le conferenze, servono… ”visure camerali”, ”visure catastali”, certificati penali, planimetrie di strumenti urbanistici, elenchi di fornitori di servizi, di imprese che appaltano lavori pubblici e privati ecc. ecc.

E uno stretto rapporto di collaborazione con i corpi investigativi.

Questo occorre e non altro!!!

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