Colpo milionario contro Carandente Tartaglia, il ‘re dei rifiuti’ legato ai boss della camorra

Colpo milionario contro Carandente Tartaglia, il ‘re dei rifiuti’ legato ai boss della camorra

Di redazione

1 Luglio 2022

Ieri Giuseppe Carandente Tartaglia ha subito il sequestro di due società, 21 immobili tra Caserta, Napoli e Latina, tra cui una villa a Sperlonga, 15 rapporti finanziari e due autovetture per un ammontare di 4 milioni di euro. Questo il resoconto della Dia  che ha messo sotto chiave i beni dell’imprenditore del settore dei rifiuti e dell’edilizia che opera tra le provincie di Napoli e Caserta.

Sequestrati beni all’imprenditore legato al clan dei Casalesi

A capo di un gruppo imprenditoriale più ampio, il destinatario del sequestro aveva assunto una posizione dominante nel settore. Grazie al rapporto privilegiato intessuto con i fratelli Michele e Pasquale Zagaria, boss del clan dei Casalesi, come documentato dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Indagini che hanno condotto alla condanna dell’imprenditore, nel 2021, in primo grado, ad opera del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La pena fu di 7 anni di reclusione, per concorso esterno in associazione mafiosa.

Ha garantito ai clan camorristici un’immagine di apparente legalità del settore rifiuti ed edilizia

Le indagini hanno consentito di ricostruire una parte significativa delle vicende attinenti all’emergenza rifiuti in Campania. Oltre a fare chiarezza sull’intervento di imprese mafiose nel settore del trasporto, della costruzione di discariche. Ma anche della predisposizione delle piazzole per la stiva delle ecoballe, e per la gestione dei rifiuti nei Cdr. “Nel tempo”  spiega una nota della DIA. “Il gruppo facente riferimento all’imprenditore destinatario del decreto di sequestro ha garantito ai clan camorristici un’immagine di apparente legalità dell’imprenditoria del settore dei rifiuti e dell’edilizia. Ottenendo una crescita esponenziale dei fatturati e dei mezzi. Crescita tale da giustificare l’ingresso nei grandi appalti pubblici, ponendosi come stabile intermediario tra l’organizzazione camorristica e soggetti pubblici“.

LA STORIA DI CARANDENTE TARTAGLIA

In particolare Carandente Tartaglia, originariamente legato ad esponenti apicali dei clan Nuvoletta, Mallardo e successivamente anche al clan Polverino – partecipava alla fazione capeggiata da Michele e Pasquale Zagaria a cui prestava un rilevante contributo
organizzativo in qualità di imprenditore operante nello strategico settore della gestione del ciclo legale ed illegale dei rifiuti, controllato dal clan dei casalesi e dalla famiglia Zagaria, consentendo, tra l’altro, a tali esponenti del clan di partecipare alle attività imprenditoriali del settore attraverso la copertura rappresentata dalle sue aziende.

Inoltre proponeva ed acquisiva commesse ed appalti, manifestandosi come imprenditore camorrista capace – anche attraverso i necessari contatti istituzionali – di affrontare e risolvere i costanti momenti di emergenza succedutisi nel tempo in regione Campania ed avvalendosi della forza egemonica della famiglia Zagaria nel controllo degli affari illeciti ed
economici sul territorio, organizzando tra l’altro le attività finalizzate all’ acquisizione dell’ appalto ed alla gestione della discarica di Chiaiano. Manteneva, infine, rapporti di cointeressenza con altre organizzazioni criminali che lo riconoscevano come soggetto rappresentante nel settore dei rifiuti di Michele e Pasquale Zagaria.

Fonte:https://internapoli.it/giuseppe-carandente-tartaglia-camorra/

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