Colpo alla camorra. Catturato a Licola Cesare Pagano

ROMA – La squadra mobile di Napoli ha arrestato a Licola,sul litorale flegreo, Cesare Pagano, capoclan degli ‘scissionisti’,che negli anni scorsi diede vita con il clan Di Lauro alla sanguinosa faida di Scampia.Era latitante da un anno. Non era mai stato arrestato in precedenza e le forze dell’ordine non disponevano neppure della sua foto segnaletica.

Pagano era nascosto in una villa a poca distanza dalla spiaggia, insieme con due guardaspalle, il nipote Carmine, soprannominato ‘Angioletto’, anch’egli latitante, ed il genero. La polizia ha circondato l’abitazione ed ha fatto irruzione, sparando colpi di pistola in aria, a scopo intimidatorio. I tre non hanno opposto resistenza. Cesare Pagano era latitante dal maggio 2009, quando era riuscito a sfuggire alla cattura in occasione di un’operazione della polizia che portò all’arresto del cognato, Raffaele Amato. I due sono considerati i capi del clan degli ‘scissionisti’ che nel biennio 2004-2005 diede vita con il clan Di Lauro alla faida di Scampia, per il controllo della più grande piazza di spaccio d’Europa, che provocò una settantina di morti. Da quello scontro gli ‘scissionisti’ uscirono vincitori e presero il sopravvento sugli avversari nel controllo delle attività criminose, in particolare dello spazio di droga, in tutto il quartiere di Secondigliano. Pagano era ricercato con le accuse di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti.
SCHIFANI, GRAZIE A FORZE ORDINE E MAGISTRATURA – “Caro Ministro, a nome mio e dei colleghi senatori, esprimo le più sincere congratulazioni per l’operazione che ha portato all’arresto di Cesare Pagano, considerato tra i trenta ricercati più pericolosi d’Italia e capo del clan dei cosiddetti scissionisti, che negli ultimi anni ha scatenato una violenta faida, insanguinando ulteriormente un territorio già afflitto profondamente dalla piaga della camorra”. Così si legge nel messaggio inviato dal presidente del Senato, Renato Schifani, al ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dopo la cattura del latitante Cesare Pagano. “Ancora una volta, però, possiamo affermare che lo Stato c’è – continua Schifani – e sta continuando ad affermare il suo legittimo potere, grazie alla determinazione con cui le Forze dell’Ordine, la Magistratura e le Istituzioni della nostra Repubblica – conclude il Presidente Schifani – portano avanti quotidianamente l’attività di contrasto alla criminalità organizzata”.

CONGRATULAZIONI DI FINI A MARONI – Il Presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, ha inviato il seguente messaggio al Ministro dell’Interno, Roberto Maroni: ”Ho appreso con grande soddisfazione la notizia della cattura di un pericoloso latitante, Cesare Pagano, grazie ad una eccellente azione della Polizia di Napoli. Desidero esprimere le mie piu’ vive congratulazioni a Lei e a tutti coloro che hanno contribuito al compimento di questa brillante operazione, che si va ad aggiungere ai numerosi successi conseguiti dalle Istituzioni nella lotta alle organizzazioni camorristiche e che testimonia la grande professionalita’ e il coraggio degli uomini della Polizia di Stato, al servizio della sicurezza dei cittadini e della tutela della democrazia e della legalita”’.

ALFANO, ALTRO DURO COLPO A CLAN – “L’antimafia dei fatti infligge un altro duro colpo alla camorra. Il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine è ormai quotidianamente segnato da successi contro la criminalità organizzata”. Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si è congratulato al telefono con il procuratore napoletano Giandomenico Lepore per l’arresto del latitante Cesare Pagano, il capo del clan degli ‘Scissionisti’.
“Quella intrapresa dallo Stato – ha aggiunto Alfano in una nota – è’ una battaglia contro tutte le mafie, che non conosce precedenti. Una battaglia concreta, con azioni di contrasto sinergiche e coordinate, portata avanti anche con il supporto di norme specifiche che sostengono l’operato delle forze dell’ordine e della magistratura”. “Un ringraziamento particolare – ha concluso Alfano – ai pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e agli uomini della squadra mobile, poichè hanno assicurato alla giustizia uno dei 30 più pericolosi latitanti in circolazione, del quale, non essendo stato mai arrestato, non possedevano nemmeno la foto segnaletica”.

(Tratto da L’Italia onesta)

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