Clan e politica a Castellammare: appalti alle ditte dei familiari degli assessori

Clan e politica a Castellammare: appalti alle ditte dei familiari degli assessori

Tiziano Valle

Seicentomila euro di appalti pubblici affidati ad aziende in cui figurano come dipendenti alcuni familiari degli assessori che hanno affiancato l’ex sindaco Gaetano Cimmino, tra il 2018 e il 2022. Anche su questo aspetto s’è concentrata la commissione d’accesso che ha indagato per sei mesi sugli atti prodotti dal Comune di Castellammare di Stabia, sancendo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata. Gli atti sono stati inviati alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata per eventuali approfondimenti, finalizzati evidentemente ad accettare potenziali conflitti d’interesse nell’aggiudicazione degli appalti pubblici.Nella relazione degli ispettori ministeriali vengono citati i nomi degli assessori: Antonio Cimmino (già consigliere comunale dal 2018 in quota Forza Italia e poi entrato in giunta come vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici, dopo il rimpasto della primavera del 2021); Sabrina Di Gennaro (anche lei eletta nella tornata elettorale di 4 anni fa tra le file della civica Solo per Castellammare, poi diventata assessore alle Politiche Sociali nel 2021); e Antonella Esposito (assessore alle Politiche Sociali dal 2018 al 2021).I tre assessori – secondo la commissione d’accesso – avrebbero avuto rapporti diretti o indiretti con alcune delle aziende che poi si sono aggiudicate appalti dal Comune di Castellammare di Stabia.Fari accesi in particolare sugli affidamenti dei servizi del settore Politiche Sociali, per oltre mezzo milione di euro tra il 2018 e il 2021.I documenti sono stati messi a disposizione degli organi inquirenti che potrebbero valutare eventuali profili di illegittimità rispetto alle procedure messe in campo dagli uffici comunali per l’assegnazione degli appalti pubblici.Per almeno due casi, i rapporti di lavoro diretti o tramite familiari in aziende che poi si sono aggiudicate commesse pubbliche risalgono a un periodo antecedente alla tornata elettorale del 2018.Un caso tuttavia che va a sommarsi alle altre procedure di gara ritenute sospette dalla commissione d’accesso e segnalate nella relazione che poi ha determinato lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia. Ad essere contestato è proprio un modus operandi da parte degli uffici – con il possibile interessamento della politica – che non avrebbe garantito la necessaria trasparenza nella spesa dei soldi pubblici per l’erogazione dei servizi da parte delle ditte aggiudicatarie di appalti.Un sistema trasversale, che riguarda quasi tutti i settori e che in alcuni casi avrebbe finito per favorire anche ditte in odore di camorra, come si evince dalla relazione controfirmata dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e dal prefetto di Napoli Claudio Palomba.

Fonte:https://www.metropolisweb.it/2022/03/17/clan-politica-castellammare-appalti-alle-ditte-dei-familiari-degli-assessori/

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