CLAN DEI CASALESI. Parlano i pentiti e svelano un business da 50 milioni di euro negli appalti pubblici

CLAN DEI CASALESI. Parlano i pentiti e svelano un business da 50 milioni di euro negli appalti pubblici

CASAL DI PRINCIPE – Nell’ordinanza che ha condotto all’arresto di Raffaele Pezzella e Tullio Iorio, sono inserite le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, tra cui Antonio Iovine, Nicola Schiavone e Nicola Panaro. I pentiti hanno parlato di un business di almeno 50 milioni di euro durato per oltre 10 anni. I Casalesi erano interessati a numerosi bandi, a partire da quelli per la manutenzione delle strade, dei lavori nelle scuole, per la regimazione dei Regi Lagni. Coinvolti anche funzionari pubblici e dipendenti della Provincia che però non risultano formalmente indagati. Sono stati ascoltati nelle scorse esettimane.

Il provvedimento trae origine da un approfondimento investigativo condotto tra l’agosto 2015 e settembre 2018 dal Reparto Anticrimine di Napoli sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a seguito della conclusione, il 14 luglio 2015, dell’operazione denominata ”Sistema Medea” , giunta a sentenza in appello con pesanti condanne per i principali imputati, e focalizzato sulle dichiarazioni rese da più collaboratori di giustizia circa il ruolo svolto dai due imprenditori del settore edile, ritenuti gravemente indiziati di essere i referenti, soprattutto nell’ambito dei lavori pubblici, dei sodalizi camorristici Schiavone e Russo, a Casal di Principe e comuni limitrofi.

In particolare, i riscontri effettuati dal Ros hanno permesso di far luce sulla partecipazione di citati Pezzella e Iorio, attraverso ditte a loro riconducibili, a gare di appalto per la realizzazione e la manutenzione di opere commissionate dalla Amministrazione Provinciale di Caserta, con la piena consapevolezza, secondo gli inquirenti, di risultarne assegnatari nel rispetto di pregressi accordi spartitori decisi fra i vertici del sodalizio mafioso di riferimento (famiglie Schiavone e Russo) e altre fazioni dell’organizzazione casalese (Iovine, Zagaria e Bidognetti). Una volta aggiudicatisi i lavori, hanno stabilmente versato somme di danaro contante corrispondente al 10% dell’importo di assegnazione dell’appalto alla consorteria, che gli garantiva anche la regolare e tranquilla esecuzione delle attività lavorative.

 

27 Giugno 2020 – 11:00

Fonte:https://casertace.net/

 

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