CLAN DEI CASALESI E AUTO DI LUSSO. Ecco come riciclavano le macchine: tutte le condanne (coinvolti anche imprenditori del basso Lazio)

CLAN DEI CASALESI E AUTO DI LUSSO. Ecco come riciclavano le macchine: tutte le condanne
Si è concluso oggi il secondo grado di giudizio 

Lunedì 2 novembre 2015

Si è concluso oggi il secondo grado di giudizio per alcuni degli affiliati del clan dei Casalesi. Accusati di associazione mafiosa, estorsione, armi e riciclaggio di auto: Andrea Valentini, Giovanni  Pirozzi, Pasquale Rinaldi, Salvatore Orabona, Luigi Domenico Petrecca, Carlo Tagliafierro, Luigi Del Prete, Nicola Pota e Domenico Menditto. Un anno fa gli imputati durante il rito abbreviato furono tutti condannati. Oggi la prima sezione della Corte d’Appello di Napoli ha riformulato le pene ad eccezione di quella per Pota e per Menditto le quali sono state confermate.

Giovanni Pirozzi è stato condannato a 5 anni, Pasquale Rinaldi a 3 anni e 4 mesi, Salvatore Orabona a 5 anni e 9 mesi, Domenico Petrecca a 2 anni e 4 mesi, Carlo Tagliafierro a 3 anni e 4 mesi. Il punto cardine dell’ordinanza in questione, da cui n’è scaturito questo processo, è il riciclaggio di automobili di lusso.Coinvolti nella faccenda anche imprenditori del basso Lazio e la distribuzione dei veicoli in Calabria.

Secondo la Procura il riciclaggio avveniva rimettendo in circolo auto rubate dopo aver effettuato la contraffazione dei documenti di circolazione, delle targhe, dei dati identificativi e l’occultamento delle targhe originarie. I veicoli poi venivano venduti all’estero o sul territorio nazionale .


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