Civitavecchia: indagini della Magistratura sulla vendita del terreno a via Pinelli

Le concessioni edilizie di via Pinelli. Il gip deciderà entro dieci giorni se confermare o meno il sequestro

Indagini sulla vendita del terreno
E pure sull’immobilismo del Comune dal mese di marzo a oggi

Il giudice per le indagini preliminari deciderà sul sequestro di via Pinelli soltanto tra dieci giorni. Intanto, la procura – che ha appunto disposto i sigilli all’edificio della cooperativa Alga 64 ed ha iscritto tre persone nel registro degli indagati – sta effettuando tutta una serie di accertamenti e valutazioni su quanto accaduto prima del 2006 (quando cioè furono rilasciate le concessioni) e da marzo del 2008 in qua. In altre parole, gli inquirenti vogliono accertare l’esistenza o meno di possibili reati nella vendita del terreno (agosto 2005) e nell’assenza di provvedimenti da parte del comune che, otto mesi fa, ha saputo dai suoi tecnici, nero su bianco, che quelle concessioni non potevano essere rilsciate.

Il giudice per le indagini preliminari Giovanni Giorgianni deciderà entro i prossimi dieci giorni se confermare o meno il sequestro preventivo dello stabile di via Pinelli, ordinato dal pubblico ministero Pantaleo Polifemo e dal procuratore Gianfranco Amendola. Il gip ha ricevuto l’informativa martedì scorso dal sostituto procuratore, e adesso valuterà tutti gli aspetti che hanno portato alla decisione della procura, quindi, come detto, deciderà in merito. Per il momento dunque, il cantiere resta chiuso dai sigilli che sono stati apposti dai carabinieri lunedì mattina.
Una decisione, quella della magistratura inquirente, che di fatto chiude quella che è la prima fase di questa complicata indagine. Indagine che ha portato al sequestro, appunto, e all’iscrizione sul registro degli indagati del dirigente e del funzionario dell’ufficio urbanistico, ovvero coloro che hanno firmato la concessione a costruire, e del presidente della cooperativa che ha realizzato l’immobile.
Ma questa è solo la prima fase. La procura infatti sta cercando di far luce anche su altri aspetti, che potrebbero portare anche ad allungare la lista degli indagati. Primo fra tutti, quello legato ad una petizione, datata 24 gennaio 2008, scritta da una serie di residenti di via Pinelli ed indirizzata al sindaco, peraltro in quel momento anche assessore all’urbanistica ad interim, al comandante della polizia municipale ed al capo dell’ufficio urbanistica, dove chiedevano chiarimenti in merito alla realizzazione di quel palazzo. Nemmeno due mesi più tardi, il 3 marzo, veniva protocollato a palazzo del Pincio, un documento dove due geometri dell’ufficio tecnico mettevano nero su bianco che su quell’area non si poteva costruire, in quanto destinata a verde, parcheggi e viabilità. Ma da quel 3 marzo nulla si è mosso al comune. Come mai? L’unica cosa accaduta sono le dimissioni del capo ufficio tecnico Ermanno Mencarelli, due mesi più tardi, ma per motivi personali e di altri impegni professionali.
E c’è di più. A quanto pare la procura sta cercando di capire se pure la regione fosse a conoscenza del fatto che su quel terreno, in realtà, non si potesse costruire. Questo perché alcuni dei compratori degli appartamenti, hanno usufruito dei finanziamenti regionali.
Un altro aspetto da chiarire è, infine, collocato un po’ indietro nel tempo e risale al momento della vendita del terreno alla cooperativa Alga 64. Possibile che i responsabili di quest’ultima e gli stessi venditori non sapessero che su quei 2400 metri circa non si poteva costruire?
Tutte domande a cui i magistrati stanno cercando di dare una risposta.

di STEFANO PETTINARI
(tratto da www.ilmessaggero.it)

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