Città sotto choc, Moscherini si dimetta subito

Su Moscherini e sulle in filtrazioni mafiose in questi anni nel porto di Civitavecchia il Ministero dell’Interno ha fatto affermazioni inquietanti.
La città stenta a crederci? Lo credo, è sotto choc, è come se si risvegliasse da un brutto incubo.
E’ urgente aprire una fase politica del tutto nuova che impegni da subito tutti i partiti, muovendo dalle riflessioni che questa situazione la più seria che si ricordi a memoria d’uomo, ormai impone.
Il Sindaco? Farebbe bene a dimettersi è ovvio, non solo per favorire questa ripartenza ma perché ci sono almeno tre fatti schiaccianti.
Primo. Durante la gestione di Moscherini (Autorità dei tre porti)la mafia si è infiltrata sulla costa del Lazio.
Ecco cosa dice testualmente il Ministero dell’Interno nella replica del sottosegretario Reina: ”Per quanto invece agli specifici fatti riguardanti il porto di Civitavecchia, il Ministero dell’interno fa conoscere che l’imprenditore romano Pietro D’Ardes, menzionato nell’atto ispettivo, è stato tratto in arresto il 21 luglio 2008 a conclusione di una complessa ed articolata attività di indagine condotta dalla direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria unitamente ad altri 17 soggetti elementi di spicco dei clan mafiosi Alvaro – Piromalli – Molè perché ritenuto responsabile di associazione di tipo mafioso”.
Si parla di “fatti specifici”, 4 clan mafiosi in tutto.
E’ la prova di una incapacità che è colpa politica, indipendentemente dal penale che sta facendo il suo corso.
Il suo elettorato è stato il primo ad essere ingannato: lo ha votato proprio per queste “grandi capacità manageriali “ e ora scopre quali realmente fossero e con quale “cura “ il super manager badava agli interessi della collettività.
Dimissioni, non c’è spazio per nessun’ altra risposta.
Secondo. Vi ricordate il Terminal Cina cavallo di battaglia di Moscherini? Bene, ancora una volta a sbugiardarlo è lo stesso Governo, cito sempre testualmente senza toccare una virgola: “Secondo quanto riferito dal Ministero dell’interno, l’attuale sindaco di Civitavecchia risulta effettivamente promotore del cosiddetto «progetto Terminal Cina», attualmente in fase di stasi, poiché non consta che siano stati varati atti amministrativi tesi alla realizzazione di manufatti ovvero costruzioni da adibire a polo commerciale nella località la Frasca-Sant’Agostino, interessata a quelle realizzazioni”.
Una bufala, un gioco di prestigio da illusionista con cui Moscherini ha ingannato l’elettorato incontrando delegazioni orientali, vagheggiando idee di sviluppo faraonico.
Dimissioni, ancora una volta, anche solo per questo. E nessuno spazio per nessun’altra risposta
Terzo. Stavolta, spiace dirlo, riguarda proprio Moscherini e il suo comportamento nei confronti della Giustizia. Abbiamo scoperto che da febbraio 2008 il sindaco è formalmente indagato per corruzione ed istigazione alla corruzione.
Sia chiaro: un indagato è un innocente fino a prova del contrario .
Ma l’indagato/innocente Moscherini si da il caso faccia il sindaco.
Lì per lì non dice nulla: lascia passare pasqua, natale, capodanno, ancora pasqua e continua a non dire nulla.
Insomma ha mentito per 15 mesi alla città e alla fine ha tentato il raggiro.
Dimissioni, per la terza volta
Senza spazio per nessuna risposta.
Poi, per carità, c’è l’uomo Moscherini in estrema difficoltà nervosa: da del deficiente ad un membro del Governo, ha incubi popolati di cancelli, di asini cornuti, di cancri, si sente perseguitato dalla Dia che lo indaga “da quando non ha consentito ai mafiosi di infiltrarsi negli appalti del porto” ,così ha detto e così riporta la stampa che per altro ormai lo pubblica in fotografie solo mentre urla stravolto in viso.
Un messaggio triste per la città, senza fiducia, senza speranza.
Ed è importante, invece, che questa città ne esca al più presto.
Ecco perché parlo della necessità urgente di aprire una fase politica e di un confronto a tutto campo tra tutte le forze politiche su basi del tutto nuove, visto che questa situazione è la più seria e preoccupante che Civitavecchia ricordi. E che ora ha il diritto di dimenticare al più presto.
On. Pietro Tidei

(Tratto da www.centumcellae.it)

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