Ci volevano i morti per muovere le istituzioni sulla situazione esistente a Ventotene! Noi la stiamo denunciando da anni, nel silenzio generale!

VENTOTENE, IL PROFESSORE UNIVERSITARIO: LA SPIAGGIA DOVEVA ESSERE CHIUSA

Ci voleva una tragedia come quella di Ventotene per riportare l’attenzione della politica sulla sicurezza. «Dobbiamo tutti con senso di responsabilità ribaltare le priorità della Regione. Ho chiesto agli uffici della Regioni di darmi la possibilità di conoscere le delibere che si possono rimodulare rispetto ai finanziamenti che la precedente Giunta aveva destinato ad altri capitoli e che in intendo destinare alla messa in sicurezza delle coste».

Queste le parole di Renata Polverini, pronunciate ieri mattina all’inaugurazione della Fiera dell’arredamento a Sora. Polverini ha convocato per lunedì «i 24 sindaci dei comuni costieri e quindi anche delle isole, per valutare insieme i lavori d’urgenza che dobbiamo effettuare soprattutto in prossimità della prossima apertura della stagione estiva. Sono preoccupata – ha detto – perché la tragedia che abbiamo vissuto deve preoccupare tutti quanti. Non si può morire a 14 anni perché un costone viene giù». Eppure è successo proprio questo.

Oggi a Ventotene sarà celebrata una messa in ricordo di Sara e Francesca, le ragazze romane morte martedì. Ci sarà anche un insegnante della scuola “Anna Magnani”, quella che frequentavano le giovani studentesse. La messa sarà officiata dal vescovo di Gaeta, dopo il rito due cuscini di fiori saranno deposti sulla spiaggia di Cala Rossano, il luogo della tragedia. L’assessore alla Cultura, Istruzione e Turismo del Comune di Ventotene, Floriana Giancotti, commenta: «È un segnale importante per noi la presenza di un insegnante. Verrà proprio uno degli accompagnatori che erano con gli studenti al momento della tragedia». Terminata la celebrazione della messa, tutto il paese, con in testa i bambini di Ventotene, andrà in processione fino alla spiaggia, per testimoniare che gli abitanti dell’isola non dimenticheranno Francesca e Sara. Le due iniziative erano state decise in un consiglio comunale straordinario, convocato dal sindaco, Giuseppe Assenso.

Intanto la Procura attende la pre-relazione del consulente tecnico Amodio, prevista per martedì, mentre i tecnici regionali hanno già depositato alcune osservazioni. Sul caso arriva l’autorevole parere del geologo Ugo Chiocchini, professore all’università della Tuscia da poco in pensione e autore di numerosi rilevamenti nel dissesto idrogeologico in Molise, Irpinia, Lucania, Calabria. «Nel caso della frana della spiaggia di Cala Rossano – spiega Chiocchini – l’assetto verticale del versante e la sua litologia costituita da tufo facilmente alterabile (e verosimilmente fratturato) sono elementi chiari indicativi di un versante che era ed è instabile. Nell’oggettivo contesto geomorfologico della spiaggia di Cala Rossano è molto difficile comprendere perché tale zona non fosse compresa tra le aree a rischio di frana. E’ altresì molto poco comprensibile perché il Sindaco, consapevole della situazione di rischio della spiaggia di Cala Rossano per aver sollecitato più volte l’intervento della Regione Lazio, non abbia emesso una ordinanza per vietare l’accesso alla spiaggia».
Marco Cusumano

(Tratto da Latina24Ore)

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