“Ci sta il viaggio a Dubai…” Così Fuzio avvisò Palamara

Il Fatto Quotidiano, MARTEDÌ 2 LUGLIO 2019

Ci sta il viaggio a Dubai…” Così Fuzio avvisò Palamara

Nuove intercettazioni: il pg della Cassazione parlò dell’inchiesta di Perugia

VALERIA PACELLI E ILARIA PROIETTI

N el giorno in cui Luca Palamara deve difendersi davanti alle toghe dall’accusa di corruzione della Procura di Perugia, un’al – tra grana sembra investire il Csm. Ieri L’Espressoha rivelato le conversazioni tra Palamara e Riccardo Fuzio, il procuratore generale di Cassazione che sostiene l’accu – sa e che giorni fa ha chiesto la sospensione facoltativa dalle funzioni di Palamara. Sono intercettazioni in cui i due sembrano parlare dell’inchiesta della Procura di Perugia. Su questo ieri, fino a tarda sera, al vicepresidente David Ermini non è arrivata alcuna comunicazione: in altre parole nessun sospetto di un passo indietro da parte di Fuzio (estraneo all’inchiesta di Perugia). E resta anche confermata per oggi l’udienza a porte chiuse della sezione disciplinare, con la Procura generale di Cassazione, ossia l’accu – sa, che sarà rappresentata da un sostituto e non da Fuzio in persona, come peraltro accade di consueto.

Le conversazioni: “A quanto ammont a?”, “2 mila euro”

Ma torniamo alle intercettazioni rivelate da L’Espresso. Risalgono al 21 maggio scorso. Il Riccardo citato per gli investigatori è proprio Fuzio. Pa la ma ra : (…) Però rimane l’informativa che mi smerda… nessuno gli dice questa cosa qui, questo è gravissimo… qualcuno glielo deve dire, cioè o gli dici chiaro, sennò veramente io perdo la faccia… mi paga il viaggio, l’informativa non l’ho mai letta, non si sa di che importo si parla… qual è l’importo di cui si parla? Si può sapere? Riccardo:mahhh P: Non so nemmeno quanto è l’importo di cui parliamo. R:Si… ci stanno le cose con Adele (amica di Palamara, ndr) (…) E il viaggio a Dubai… P :Viaggio a Dubai… Quant’è? (…) E di Adele… cioè in teoria… va bè me lo carico pure io… a quanto ammonta? R: Eh… sarà duemila euro. Duemila euro è proprio il valore dell’anello che – secondo i pm di Perugia – Palamara avrebbe ricevuto da Centofanti.

La conta sui voti per il futuro capo di Roma

Con Fuzio, Palamara parlava anche delle future nomine. Argomento questo di cui l’ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati (Anm), in altre occasioni, affrontava pure con l’ex sottosegretario Luca Lotti e con il parlamentare Pd Cosimo Ferri. Con Fuzio invece si ipotizzano diverse alleanze tra le correnti del Csm: quella di Palamara, Unicost, Magistratura indipendente, quella di destra, e Area, la corrente di sinistra. Ri cc ar do: Cascini a un certo punto… non vuole Lo Voi. Pa la mar a: Ma è chiaro… sa che ci sto io sopra… R:Perché neanche loro… allora dice… a questo punto sono iniziati di teatri, ma alla catanese… io gli ho spiegato… dico guarda… il problema è questo, che loro mettono subito… calano le braghe su Creazzo… però, se tiene, è chiaro che… si può anche non sfidare… P:Unicost… Area o Uni… cioè tu dici… R:No: Unicost–MI (…) portano Creazzo, dopo vogliono Viola P:E Area? R:A quel punto Area si toglie… può anche votare… ti dirò di più… (…) può votare Creazzo, ma a questo punto se loro sono d’a ccordo con i movimenti… questa cosa, cioè il ritardo può anche… questo, che anche se votano Creazzo pure quattro noi, cinque e quattro nove… MI, Area … e i tre grillini votano Viola, si va in plenum e a quel punto non esce (…) Oppure devono entrare… devono rimanere in tre per fare il ballottaggio. Durante la conversazione – ri – porta L’Espresso–, Fuzio avrebbe detto che “il problema è lavorare sui numeri, questo è il problema”. Poi Palamara chiude: “Da stasera, cambia tutto”, dice il pm.

Il pm: “Chiedo scusa a Sergio Mattarella”

Oggi quindi Palamara sarà davanti al Csm, dove i suoi legali hanno già inviato una memoria. Oltre alle questioni di diritto (come la ritardata iscrizione nel registro degli indagati a Perugia), il pm spiega anche che ora lui viene additato come “l’uomo nero” ma prima “tutti mi cercavano”, anche la politica quando si trattava di orientarsi nella scelta dei membri laici del Csm. Palamara chiede scusa al presidente Sergio Mattarella e definisce i suoi rapporti con “esponenti di forze politiche” “fisiologici e non certo ‘carbonari’”. Non manca un avviso ai naviganti: “Se, come mi viene addebitato, ho ‘interferito’per Roma allora ho ‘interferito’per la nomina dei più importanti uffici giudiziari negli ultimi 10 anni in ragione di quell’evoluzione del ruolo da me assunto in Anm e nel Csm”.

 

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