Ci siamo stancati di vederci costretti a ripetere sempre le stesse cose e di continuare a sentire le stesse cazzate

NON COSTRINGETECI A RIPETERE SEMPRE LE STESSE COSE…

Non tantissimi anni fa fummo costretti ad aprire una polemica vivace con un Prefetto di Roma, ora parlamentare, che negava l’esistenza delle mafie nella Capitale.

“Forse nel territorio provinciale, diceva, ma non all’interno della Capitale”.

Quello attuale sostiene, tanto per non smentire qualche suo predecessore, che la Capitale è “la città più sicura del Paese”.

Non è il solo, fra gli esponenti politici ed istituzionali…

Poi si vede, invece, come stanno effettivamente le cose!

Roma è il crocevia di tutte le grandi organizzazioni mafiose nazionali ed internazionali e il centro dei loro sporchi affari.

E’ uno.

Andiamo avanti.

Il precedente Prefetto di Viterbo, a domanda di un cronista che voleva sapere se nel viterbese ci sono o no le mafie, ha girato le spalle e non ha risposto, come a dire “ NO”.

E’ più o meno, fatta qualche rara eccezione, la stessa situazione esistente nelle altre province del Lazio.

Alla Regione Lazio e nei consigli comunali e provinciali siedono persone i cui nomi si leggono negli atti relativi ad inchieste delicate.

Con questo non vogliamo alzare sospetti nei loro confronti, per carità, ma tant’é.

Negli stessi atti si leggono alcuni nomi anche di qualche appartenente alle forze dell’ordine.

A Fondi un capitano della Guardia di Finanza, che qualcuno vuol far passare per “depresso”, si è ammazzato senza che qualcuno si sia posta la domanda sul “perché” di tale atto.

Caso chiuso di cui nessuno sembra volerne parlare più.

Nelle intercettazioni telefoniche fatte dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’inchiesta “Formia Connection” si ode la voce di qualche noto esponente politico ed istituzionale che chiede i voti a un soggetto appartenente a una famiglia camorristica ed il caso è stato archiviato senza scavare ulteriormente su quei rapporti.

In provincia di Latina la Guardia di Finanza, contro le oltre 140 indagini patrimoniali fatte in un anno in quella di Frosinone, ne ha fatto solamente 3 (dicasi 3).

Vogliamo continuare?

Un vecchio detto recita: “ ci sei o ci fai?”

Calza ai casi nostri.

Di cosa vogliamo parlare ancora?

Di fronte ad un tessuto sociale costituito, in parte, da zombi che per paura o interessi individuali non collaborano e sono omertosi, se non collusi, ad una classe dirigente politica che non vede non sente e non parla (se non in parte collusa anch’essa), ad alcune forze dell’ordine, fatti salvi i corpi specializzati centrali e qualche comandante provinciale come il Col. Salato della GDF di Frosinone e qualche altro, impreparate ad affrontare le nuove mafie, c’è poco da stare tranquilli.

Ancora sentiamo, negli ambienti politici e giornalistici, cazzate come quelle di individui che invocano un aumento degli organici delle forze di polizia, non capendo che, invece, il discorso non è numerico ma qualitativo.

Occorrono poche persone, che sappiano, però, fare lavoro di intelligence, indagini sui patrimoni e che abbiano dimestichezza con banche soprattutto, Camere di Commercio e Catasti.

Ci siamo stancati di spiegarlo al mondo intero.

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