Chi è il mafioso, quello vero, più pericoloso?Perché c’è gente che nega l’evidenza?

QUELLO PONTINO E’ UN TESSUTO FORTEMENTE “INQUINATO”, MA MOLTI CONTINUANO A “NEGARE” L’EVIDENZA

Mario Almerighi, uno dei migliori magistrati italiani, attualmente Presidente del Tribunale di Civitavecchia, lo disse esplicitamente ad un convegno promosso dalla nostra Associazione a Viterbo l’anno scorso: negazionisti? no, COLLUSI. Collusi con la mafia, ovviamente.

Collusi, sì, perché chi nega l’evidenza, la realtà, non lo fa per niente, per ignoranza. Lo fa in malafede, perché ha un interesse. Perché, appunto, è un COLLUSO CON LA MAFIA.

E di collusi con la mafia ce ne sono tantissimi, nelle istituzioni, nella politica, nelle professioni.

LA MAFIA DEI COLLETTI BIANCHI, DEGLI INSOSPETTABILI, DELLE PERSONE “ PULITE “, DEI PRESTANOME, DI COLORO CHE TROVI COME AMMINISTRATORI, SINDACI DI SOCIETA’ MAFIOSE IN POSSESSO DI REGOLARE CERTIFICATO ANTIMAFIA.

Non è che noi siamo contrari alla cattura dei soliti Marano a Terracina, o dei Lucci e così via. Bene, benissimo. Plaudiamo ai “catturandi”. Ma sono solo quelli i mafiosi? Dovunque andiamo apprendiamo fatti e nomi assolutamente ignoti alle cronache, fatti maturati e che maturano senza che nessuno se ne sia occupato e se ne occupi. Poi, un giorno ci si accorge che l’intero territorio è occupato dalle mafie e comincia il solito gioco del rimpallo delle responsabilità. O DEL NEGAZIONISMO! e si continua a correre dietro alle mezze calzette, ai sicari, non spingendo la Guardia di Finanza ad indagare sull’”origine” dei capitali…

Perché stiamo battendo da anni, fino alla noia, sul tasto della necessità di alzare il tiro nell’azione di contrasto delle mafie, non smettendola, per carità, di correre dietro ai sicari, ai boss, agli assassini, agli usurai, ai delinquenti dello spessore di Setola e quant’altri, ma cominciando a guardare anche nelle istituzioni, nella politica ed in tutta quella zona grigia della borghesia, delle professioni, dell’economia, per individuare quella che viene definita la “quinta mafia”, quella più pericolosa, quella che comanda, ordina, condiziona, è presente dappertutto, nei comuni, in parlamento ecc.? Che aspetta la Guardia di Finanza della provincia di Latina ad indagare adeguatamente sulla tracciabilità della montagna di capitali investiti e che continuano ad essere investiti ogni giorno in centri commerciali, caseifici, alberghi, ristoranti, discoteche, stabilimenti balneari

Ad un nostro convegno a Formia ponemmo un anno fa provocatoriamente il tema “Lotta alle mafie. punto di non ritorno?”. Qualcuno ci criticò accusandoci di far perdere così la speranza di una vittoria nella lotta contro le mafie.

Il punto è un altro. Bisogna intendersi bene sul concetto di mafia e sull’individuazione del mafioso. Chi è il “mafioso” oggi, quello “vero”, non il semplice delinquente?

CHI E?

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