CHE SIPARIETTO DURANTE L’UDIENZA! L’albergo sequestrato per camorra ma lo Stato manda a Gaetano Vassallo le cartelle esattoriali

CHE SIPARIETTO DURANTE L’UDIENZA! L’albergo sequestrato per camorra ma lo Stato manda a Gaetano Vassallo le cartelle esattoriali

Rispondendo alle domande del pubblico ministero nel dibattimento che vede imputati tra gli altri i fratelli Cesaro e l’ex sindaco di Lusciano Isidoro Verolla, l’imprenditore dei rifiuti, dopo aver parlato di Eco4 e Flora Ambiente, rivela una vicenda per noi inedita

14 Luglio 2020 – 12:30

CASTEL VOLTURNO(g.g.) Gaetano Vassallo è uno dei testimoni nel processo, relativo alla vicenda del pip del comune di Lusciano che vede imputati tra gli altri i fratelli Cesaro e l’ex sindaco Isidoro Verolla. Il profilo biografico di Vassallo è notissimo. Divenuto collaboratore di giustizia nell’anno 2008, ha svelato molte delle trame che hanno messo insieme gli interessi del clan dei casalesi, nello specifico quelli del gruppo Bidognetti, di cui ha sempre fatto parte, e pezzi della cosiddetta economia pulita, colletti bianchi e politici più o meno corrotti.

Vassallo è stato il riferimento della fazione forse più violenta e militarizzata del clan dei casalesi. E’ stato un imprenditore “di frontiera” nel senso che il suo impianto gestito dalla società Novambiente si trovava all’interno del perimetro del comune di Giugliano, ma al confine con quello di Parete. Per cui quell’attività economica lucrosissima, il centro di interesse rappresentato dall’impianto della famiglia Vassallo, è stato forse la punta più avanzata, la struttura più solida del rapporto di vera e propria federazione instauratasi negli anni tra il clan Mallardo di Giugliano e i Bidognetti, egemoni in tutta l’area sud dell’agro aversano, compresa Parete dove non a caso abitava Raffale Bidognetti, per gli amici Lelluccio il puffo, figlio di primo letto di Cicciotto ‘e Mezzanotte e per un certo periodo latitante e reggente prima dell’avvento di Luigi Guida detto ‘o drink, ras napoletano che Francesco Bidognetti, per tenere i figli fuori dai circuiti più pericolosi dell’attività camorristica, designò dopo averlo conosciuto ed aver familiarizzato con lui all’interno del carcere.

Ci siamo molto interessati nelle ultime settimane all’ultimo interrogatorio, esame e contro esame, a cui è stato sottoposto, sin dal primo giorno della ripresa post lockdown, Gaetano Vassallo. Una data a maggio, un’altra a giugno per il pm e una ulteriore il 25 giugno per il contro esame degli avvocati difensori degli imputati. Nella prima parte dell’interrogatorio, c’è un utile rivisitazione della vita criminal-imprenditoriale di Gaetano Vassallo.

Ma per oggi abbiamo scelto un momento curioso, allorquando il collaboratore di giustizia prende la palla al balzo, assumendo spunto da una domanda che il pm gli fa sull’albergo da lui costruito a Castel Volturno per lamentare una cosa che se fosse vera, descriverebbe molto bene questo paese e le enormi distorsioni di una burocrazia stolta e del tutto incapace finanche di relazionarsi tra quelle che sono le sue diverse diramazioni.

Prendendo un pò in contropiede sia il pm che il giudice, Vassallo afferma che quell’albergo, cioè il Vassallo Park Hotel, pur essendo stato sequestrato da anni e anni in quanto considerato bene connesso all’attività di camorra, le cartelle esattoriali, cioè le bollette, le tasse, cioè aggiungiamo ancora il segno diretto della relazione tra il cittadino contribuente e lo stato nella sua espressione fondamentale di esattore e curatore del contributo fiscale continuano ad arrivare a lui.

Va fuori tema Vassallo e sa di andarci. Ma evidentemente quella è l’occasione buona affinchè lo stato che lì è presente attraverso gli organismi di un tribunale e attraverso quelli di una procura delegata non a caso dalla repubblica italiana, si possa far carico o quantomeno possa concentrarsi un attimo su questa incredibile, paradossale, ma tutto sommato non rara vicenda di mala burocrazia all’italiana.

Il giudice ci tiene a dire a Vassallo che quel tribunale non è disinteressato a questa storia, che però non inerisce direttamente al motivo formale per cui Vassallo, come testimone e il tribunale come organo della giurisdizione, sono costruiti nel corso di quella mattinata. Precisamente il presidente dice al testimone di mandare il suo avvocato difensore presso la procura della repubblica, riteniamo quella di Napoli che comprende anche la dda, affinchè il problema sia illustrato nel dettaglio e, nei limiti del possibile, risolto.

Chissà se nei prossimi giorni riusciremo ad appurare, magari telefonando a Vassallo, il quale, come lui stesso tiene a sottolineare, non è sottoposto a programma di protezione e dunque non viene sovvenzionato dallo stato, oppure al suoi avvocato, la natura ma soprattutto l’origine di quelle cartelle esattoriali che gli vengono inviate da uno stato in cui la mano destra non sa assolutamente cosa fa la mano sinistra, perchè se la mano sinistra sequestra a scopo di confisca e la mano destra manda le cartelle esattoriali all’ex proprietario che il sequestro ha subito, siamo di fronte a uno stato demenziale. Ma siccome siamo dove siamo, basta dire che queste cose succedono purtroppo solo in Italia e possiamo risparmiarci anche l’aggettivo “demenziale” che diventa desolatamente sottinteso.


fonte:https://casertace.net/t

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