Che le mafie non abbiano colori politici e che non risparmino alcun partito, da destra a sinistra, per infiltrarlo, condizionarlo e corromperne parti, è cosa nota e stranota. Con il loro potere economico esse possono permettersi di corrompere, come spesso avviene, importanti fette del tessuto politico ed istituzionale nazionale e locale del nostro Paese e del mondo intero.

Che le mafie non abbiano colori politici e che non risparmino alcun partito, da destra a sinistra, per infiltrarlo, condizionarlo e corromperne parti, è cosa nota e stranota. Con il loro potere economico esse possono permettersi di corrompere, come spesso avviene, importanti fette del tessuto politico ed istituzionale nazionale e locale del nostro Paese e del mondo intero. Talché diventa sempre più necessaria, da parte di chi vuole realmente svolgere un’azione di contrasto ad esse, un’autonomia, la più rigorosa, da ogni formazione di natura politica e da qualsiasi istituzione che potrebbero risultare in parte infiltrate e condizionate da soggetti appartenenti alle organizzazioni criminali, evitando azioni di affiliazione, affiancamento, condizionamento di qualsiasi specie. Oggi la realtà sembra essere diversa e non sono rari i casi in cui si possono vedere soggetti, singoli o collettivi, che si propongono e dicono di voler combattere le mafie, rivolgersi ad istituzioni o politici, che potrebbero risultare in parte corrotti e mafiosi, per pietire agevolazioni, finanziamenti, privilegi e sostegni di natura economica o di altra specie. Una contraddizione madornale che danneggia l’immagine ed il ruolo di una vera antimafia, ne rende insignificante e limitata l’azione in quanto questa viene piegata agli interessi degli elargitori e contribuisce fortemente a rendere ancor di più purulento il corpo del Paese. L’Associazione Caponnetto ha voluto, con la sua Assemblea del 6 settembre p. s, affrontare uno dei temi più delicati e spinosi del mondo della cosiddetta “antimafia sociale”, quello della sua autonomia economica e dalla politica e dalle istituzioni. Essa concorda pienamente con le valutazioni espresse tempo fa dal Procuratore Nicola Gratteri quando ha sostenuto che il volontariato si fa gratuitamente. Fare antimafia sociale è fare volontariato e le associazioni antimafia, se sono e vogliono restare “volontarie”, NON debbono chiedere soldi alla politica ed alle istituzioni. Ci sono strumenti legali che consentono il loro autofinanziamento e, se non ci si arriva a finanziare le proprie attività – che, peraltro, per rendersi significative ed incisive, DEBBONO abbandonare la retorica e cominciare a basarsi tutte su 3 presupposti fondanti: l’INDAGINE, la DENUNCIA e la PROPOSTA – chi può deve avvertire l’obbligo morale, se non anche civile, di mettere le mani nelle tasche proprie. Un problema, questo, la cui soluzione eviterebbe quel giudizio nefasto ed offensivo nei confronti di molti di noi che immeritatamente veniamo definiti, insieme agli atti, “mestieranti dell’antimafia”, ”professionisti dell’antimafia”, gente, cioè, che ha trasformato la lotta alle mafie in uno strumento per camparci o per fare carriere politiche, accademiche, professionali ecc.. La cosiddetta “antimafia “ è una cosa seria e va fatta seriamente, senza interessi personali e solamente per senso civico e dello Stato di diritto, oltre che per salvaguardare gli spazi di civiltà e di democrazia per i nostri figli e per le giovani generazioni. Con la decisione assunta dall’Assemblea degli iscritti, inserendo nello Statuto questi due nuovi articoli, l’Associazione Caponnetto ha voluto “blindare “ se stessa rendendola, sempre più immune di quanto non lo sia stato fino ad oggi, da qualsiasi tentativo di condizionamento da parte di qualsiasi soggetto, pubblico o privato, eventualmente intenzionato a piegarla ad interessi oscuri e devianti e per renderla –cosa non meno importante –più legittimata a definirsi e farsi definire sul campo una VERA ASSOCIAZIONE ANTIMAFIA.

INDRODOTTE NELLO STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO NUOVE NORME CHE NE DISCIPLINANO LE ATTIVITA’.
L’Assemblea degli iscritti all’Associazione Caponnetto, svoltasi a Formia (Latina) il 6 settembre del 2014, onde disciplinare ancor meglio l’immagine ed il ruolo dell’Associazione salvaguardandola da possibili tentativi di strumentalizzazione di natura politica o di altra specie da parte di chicchessia, ha introdotto fra le norme dello Statuto due nuovi articoli.
Tale decisione è stata assunta dall’Assemblea per preservare – ed al contempo rafforzare – l’immagine e l’azione dell’Associazione Caponnetto nei vari territori del Paese da qualunque, eventuale tentativo di contaminazione o condizionamento, politico o di altra natura, in quanto presupposto fondante dell’Associazione medesima è la sua più rigorosa autonomia dai partiti politici e dalle istituzioni.
I due nuovi articoli introdotti nello Statuto sono i seguenti:
1. Compito prioritario dei soci è di impegnarsi attraverso un’azione costante, quotidiana, di INDAGINE, DENUNCIA e PROPOSTA.
Tutte le notizie raccolte sui territori vanno trasmesse alla Segreteria nazionale la quale, una volta vagliatele ed eventualmente implementatele con ulteriori elementi ricavabili dai dati in possesso dell’associazione, curerà di veicolarle, nelle forme ritenute più idonee, verso gli organi giudiziari ed investigativi competenti.
2. Tutte le iniziative di qualsiasi natura -compresi convegni, documenti, comunicati, denunce, esposti, ecc. – che comportino la spendita del nome dell’Associazione Caponnetto e che si intendano assumere da parte dei singoli iscritti debbono preventivamente essere autorizzate dalla Segreteria nazionale, sentito il Direttivo.
Tali iniziative non debbono essere ispirate da motivazioni partitiche, essendo uno dei presupposti fondanti dell’Associazione Caponnetto, rappresentato dalla sua più assoluta autonomia ed indipendenza rispetto a qualsiasi partito e movimento politico.
Le eventuali partnership con altri sodalizi che perseguano finalità compatibili con quelle dell’Associazione Caponnetto che si intendano stipulare localmente, debbono, comunque, essere
definite rigorosamente quanto ai tempi e alle modalità ed ottenere, anch’esse, preventivamente, l’avallo della Segreteria nazionale.

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