Che errore, Signora Caponnetto!!!

CHE ERRORE, SIGNORA CAPONNETTO! IL METTERE NELLE MANI DI AVVERSARI NOTE CHE QUESTI, POI, STRUMENTALIZZANO, PER COLPIRE l’ANTIMAFIA, E’ STATO UN SUO GRAVISSIMO ERRORE DEL QUALE OGGI PAGHIAMO TUTTI LE CONSEGUENZE!

Che errore, Signora Caponnetto! La dialettica interna, il confronto fra coloro che si propongono di fare antimafia seria debbono svolgersi ed esaurirsi all’interno e non debbono essere forniti agli avversari elementi, peraltro, scritti, per attaccare l’antimafia.

Le sue lettere al Sindaco di San Felice Circeo prima ed a quello di Civitavecchia poi, entrambi di Forza Italia e del PDL, stanno facendo il giro del Lazio.

Non ne usciamo bene noi, non ne uscite bene voi della Fondazione omonima.. E, soprattutto, l’immagine, per noi quasi sacra di Suo marito, viene strumentalizzata dagli uomini della destra più aggressiva per colpirci entrambi, Associazione e Fondazione.

Ne esce male l’antimafia nel suo complesso, anche quella rappresentata da altre Associazioni e Fondazioni.

La mafia sta brindando! Lo spunto gliel’hanno dato le sue due, incaute lettere.

In settimana presenteremo la querela contro il Sindaco di Civitavecchia per le sue affermazioni gravemente denigratorie nei nostri confronti. Ci tuteleranno gli avvocati Alfredo Galasso e Licia D’Amico, due icone nella lotta alla mafia in Italia, coofondatori, peraltro, della Fondazione.

Appena presentata, emetteremo un comunicato ufficiale e, dopo la prima udienza, convocheremo un’apposita conferenza stampa con la partecipazione degli avvocati.

Ci risulta che il Sen. Fazzone, i Sindaci di San Felice Circeo, di Monte San Biagio, di Fondi, di Civitavecchia, l’ex Sindaco di SS. Cosma e Damiano ed un consigliere della Regione Lazio, tutti dell’ex Forza Italia, esibendo, durante conversazioni televisive, comizi, assemblee, le sue note, ne hanno fatto un cavallo di battaglia contro di noi nella loro campagna elettorale. Danneggiando, peraltro, oltreché noi, anche tutta l’opposizione, PD, IDV, sinistre sul piano politico e, alla fine, anche se indirettamente, tutti gli apparati investigativo e giudiziario che si occupano di lotta alle mafie.! Che errore gravissimo!

Perché tanta rabbia contro un’Associazione, come la nostra, che altro non fa, combattendo non con le chiacchiere, le mafie, anche quelle annidate nella politica e nelle istituzioni, il suo dovere, sancito, peraltro, dallo Statuto.?

Quale motivo ha determinato tanto livore contro di noi?

La risposta la lasciamo agli altri. Noi non andiamo in giro a raccontare la storia della mafia nei territori. Noi, al contrario, siamo soliti monitorare continuamente un territorio preso sotto osservazione, scovare i mafiosi e coloro che nella politica, nelle professioni e nelle istituzioni, li sostengono in un modo o in un altro, e li DENUNCIAMO.

Noi siamo e vogliamo essere non l’”antimafia del giorno dopo “, ma, al contrario, quella del “giorno prima”, coloro, cioè, che collaborano con le forze dell’ordine e con la magistratura in maniera attiva contro le mafie e le illegalità.

Questo nostro modo di essere determina il livore di tanta gente contro di noi. La contrarietà ed l’irritazione di tanti contro di noi nascono, appunto, dai temi brucianti e fastidiosi da noi trattati e segnalati.

Quando una persona chiede l’iscrizione alla nostra Associazione, la prima cosa che le chiediamo è quella di diventare una sorta di “sentinella” sul proprio territorio, nel segnalarci ogni sospetto, ogni movimento, ogni insediamento su di esso.

Il nostro essere antimafia lo intendiamo così. E questo determina, ovviamente, tanta rabbia contro di noi. Da parte di molti mafiosi, diretti od indiretti.

Fornire a questa gente, in un modo od in un altro, elementi per attaccarci, eludendo i temi centrali che riguardano la presenza e le attività delle mafie sul territorio di ognuno, è, volendolo o no, un gravissimo atto di autolesionismo.

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