Certe offerte che non si rifiutano…,I 479 amministratori minacciati

Certe offerte che non si rifiutano…,I 479 amministratori minacciati

Certe offerte che non si rifiutano… I 479 amministratori minacciati

Teste di animali – capre, pecore, vitelli – mozzate in giardino. In casa. Sotto la scrivania dell’ufficio. Sono le offerte che non si possono rifiutare – per citare il film «il Padrino» – indirizzate a decine di sindaci e assessori italiani. Ma anche a semplici dipendenti pubblici. Se non, talvolta, a sottosegretari e governatori. La cronaca racconta di spari all’uscio di casa, raffiche di mitra alle finestre, sequestri di persona, buste contenenti pallottole, minacce a figli, genitori e coniugi, insulti, avvertimenti sessisti (alle donne: «Ti sfregiamo con l’acido»). Ferimenti. Non solo perché si oppongono alla criminalità organizzata (parliamo degli onesti, naturalmente) e alle pressioni (quelle «fuorilegge») dei potenti. Ma anche perché negano sussidi, permessi, ricordano martiri della Resistenza o delle Foibe e per questo vengono intimoriti da chi la vede in un altro modo. C’è anche il caso di quel sindaco che, in occasione del passaggio del Giro d’Italia, ha cambiato la viabilità cittadina per poche ore. Ma gli esercenti che per questo si sono sentiti danneggiati lo hanno aggredito prima dell’arrivo dei corridori.
Nel corso del 2015 sono stati 479 gli amministratori locali che hanno subito intimidazioni o hanno subito minacce. Il dato è contenuto nel rapporto sugli «Amministratori sotto tiro» redatto dall’associazone «Avviso pubblico» e presentato a Gioiosa Jonica dopo la «Marcia» svoltasi a Polistena. Che peraltro ha visto la partecipazione di un centinaio scarso di persone. Di seguito, alcune delle storie sugli amministratori minacciati (fotogallery di Alessandro Fulloni; twitter @alefulloni)

fonte:www.corriere.it

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