Ceccano. Dopo le nostre denunce, prosegue il dibattito. Piano regolatore che succede?

Se lo chiedono gli esponenti della Democrazia Cristiana, in un comunicato stampa che pubblichiamo:

I dirigenti della Democrazia Cristiana per le autonomie, Ins. Piero Venditti, la Segretaria Franca Carcasole ed il Consigliere Comunale Stefano Gizzi, intervengono sulla discussione in corso sulla revisione del Piano Regolatore Generale, proponendo la convocazione di un’Assemblea pubblica per l’esame approfondito di questa importante problematica.

Ad avviso dei dirigenti della DC tutta la discussione deve partire dall’esame delle gravi manchevolezze e dagli errori contenuti nello strumento urbanistico oggi in vigore a Ceccano, che ha evidenziato gravi ingiustizie e soprattutto situazioni davvero poco chiare.

Ad esempio, quale singolo cittadino avrebbe potuto realizzare dei palazzi a ridosso dell’argine del Fiume Sacco, cosa avvenuta recentemente nei pressi della Chiesa di Santa Maria a Fiume?

Quale singolo cittadino di Ceccano avrebbe potuto distruggere un’area naturale di rocce gigantesche come avvenuto alcuni mesi fa in Via Aldo Moro, con lo scempio di un’area panoramica?

Come è stato possibile creare quartieri dormitorio, a Via Vigne Vecchie, con centinaia di famiglie che dormono a Ceccano, ma mandano i figli nelle scuole di Frosinone e non considerano nemmeno la nostra Città come tale?

Come è stato possibile che il Piano Regolatore Generale abbia potuto permettere queste assurde vicende?

Ora, per evitare di ripercorrere le vecchie strade del clientelismo e degli “amici degli amici”, chiediamo che nella nuova redazione del Piano Regolatore si tenga conto delle reali esigenze del territorio, dei cittadini e dello sviluppo economico, che solo un sano strumento urbanistico può garantire.

Riteniamo prioritario un coinvolgimento immediato di tutte le forze politiche – non solo di maggioranza- delle associazioni culturali, dei settori economici, degli ordini professionali, per l’esame coraggioso e l’individuazione di tutto ciò che non va nelle attuali disposizioni, per giungere alla loro eliminazione nel nuovo Piano.

Noi chiediamo il rispetto della trasparenza e dell’imparzialità: pertanto proponiamo all’Amministrazione di non ascoltare solo i “tecnici di partito” , ma di comunicare al più presto, alla cittadinanza, i criteri e le scelte che intende operare e di elencare in un documento ZONA PER ZONA, TUTTI I TERRENI CHE VARIERANNO LA LORO DESTINAZIONE D’USO ed esempio da Agricola a Edificabile e chi sono i proprietari di questi lotti.

In tal modo avremo una discussione a carte scoperte e si potranno individuare coloro che non hanno a cuore gli interessi della Città, ma intendono speculare economicamente sull’edilizia e sul cemento per lucro personale.

Ed è proprio questo che la politica deve evitare.

Per quanto riguarda la polemica sull’area di Via San Francesco, annunciamo che fra pochi giorni presenteremo una proposta per la realizzazione, nell’area, di un parco pubblico attrezzato, fruibile per il gran numero di abitanti della zona che sono stretti in una morsa da un lato della ferrovia e dall’altro della strada provinciale.

(Tratto da Pietroalviti’s Weblog)

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