C’é un vecchio detto che non va mai dimenticato…

C’ è un vecchio detto usato in taluni ambienti che non dobbiamo mai dimenticare quando succedono certi fatti, quando un personaggio di spicco viene inquisito, condannato, arrestato: “è cotto”.
“Cotto”, in gergo, va inteso come “arrivato”, “non più utile”, “ingombrante”.
E c’è spesso, dietro, “qualcuno” che ha tirato le fila.
Quando Riina è stato arrestato si dice che qualcuno che lo aveva coperto fino a quel momento lo abbia scaricato decidendo di buttarlo nelle mani della Giustizia.
E’ così anche in tanti altri casi, anche di casa nostra.
Non sempre, però, succede così perché qualche volta quel personaggio si “cuoce” da solo.
Egli, cioé, si è spinto a tal punto di imprudenza, di arroganza, di spudoratezza che non si può più far finta di non vedere. E’ diventato “ingombrante” e, quindi, rappresenta un pericolo per tutti i suoi sodali e va emarginato.
Bisogna sempre capire bene come si sono sviluppate le cose, quello che è successo, se uno si è “cotto” da solo o, al contrario, se c’è “qualcuno” alle spalle che ha diretto il tutto.
Se, insomma, c’è qualche altro potere che vuole sostituire quello in carica.
Si cambia per non cambiare.
Capita spesso, per non dire quasi sempre.
Ogni cosa non avviene “per caso”.
Ogni cosa è funzionale al raggiungimento di un obiettivo, che è quasi sempre la difesa del “sistema” che tenta di autorigenerarsi per non morire.
Quando si vogliono giudicare i “casi” di Fondi, di Formia, di Milano, di Palermo, di Caniccattì o di vattelapesca non bisogna mai dimenticare quel detto…

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