Ccos’é l’associazione Caponnetto e cosa vuole?

COS’E’ L’ASSOCIAZIONE CAPONNETTO? COSA VUOLE?…

Ogni convegno promosso dall’Associazione Caponnetto, come si può notare, non è mai fine a se stesso e si riconnette sempre all’azione che essa va svolgendo sul territorio dove esso viene promosso, fino a diventare con essa un unicum.
Esso non è mai un incontro commemorativo, rievocativo, basato su ricordi, ma, al contrario, esso è finalizzato a dare forza al “modello” di azione che l’Associazione Caponnetto va sviluppando contro le mafie sul territorio.
In quest’anno ne abbiamo fatto uno a Napoli, qualche mese fa, con il Procuratore Nazionale antimafia Franco Roberti ed altri Procuratori delle DDA di Napoli, Potenza e con il capo della DIA di Napoli Linares ed il 19 settembre, fra due giorni, ne faremo un altro a Fondi con altri
Procuratori di Roma, di Napoli, di Latina e con il capo della DIA di Roma, Chicoli, oltre ad altri magistrati, bravi giornalisti d’inchiesta ed esponenti della Commissione Parlamentare Antimafia e di quella europea.
Napoli e Fondi, due punti “caldi” di traffici e di intrighi colossali nella vita economica, sociale, politica del Paese.
I temi prescelti, i relatori disegnati, la località dove gli incontri si svolgono, tutto è pensato in funzione dell’unico obiettivo che la Caponnetto si propone: l’individuazione dei mafiosi, soprattutto di quelli in giacca e cravatta, della “mafia alta “, quella che comanda – le cosiddette “menti raffinate” – e l’indicazione al Paese delle tecniche migliori da applicare per stanarli.
A questo obiettivo se ne accompagna un altro che ha più una funzione di natura pedagogica: l’indicare a tutti, a cominciare da noi stessi, dai nostri militanti, per finire a tutti gli altri impegnati in altri sodalizi, come si combattono le mafie e quali sono le mafie, quelle vere, non quelle che ci vengono rappresentate dalla maggioranza dei media.
Senza alcuna presunzione e con profondo spirito di modestia e di servizio alla collettività.
E, qui, oltre al tema del convegno, “usiamo” (ci passino il termine gli interessati) come… “strumenti di lavoro”, a mò di libro di testo, i relatori, i quali, essendo degli esperti e delle persone impegnate al fronte e non i soliti parolai che vanno in giro a raccontare parole al vento, hanno molto da insegnarci.
Infatti, noi privilegiamo sempre magistrati inquirenti, per lo più delle DDA, esponenti delle forze dell’ordine esperti nella lotta alle mafie, giornalisti d’inchiesta.
Questo è il biglietto da visita dell’Associazione Caponnetto; questa è la sua “tipicità”.
Qualcuno, in malafede, potrebbe incolparci di volerci a tutti i costi “distinguere”, con la nostra operatività, da tanti altri.
Non è questo lo spirito che ci anima.
Lo facciamo, invece, con l’unico intento di renderci effettivamente, seriamente utili al Paese.
Un Paese sull’orlo del baratro e sempre più sotto il tallone di gruppi criminali che ormai spadroneggiano in ogni suo angolo, in ogni ambiente privato e pubblico e che ha, quindi bisogno vitale di gente che parla poco ed agisce molto.
Gente disinteressata, ricca di senso dello Stato – lo Stato-Stato, non lo stato-mafia -, disponibile a combattere per esso, senza nulla volere sul piano personale e senza nulla chiedere.
Pronta eventualmente anche “a dare” e mai a “chiedere”.
Quando noi diciamo che la lotta alle mafie si fa con le “visure camerali”, con la ricerca continua di notizie sugli intrecci perversi che legano criminali e politici, criminali ed esponenti delle istituzioni!!!
Tutto il resto non serve perché il potere delle mafie “non è dentro la mafia”, ma “fuori” di essa, non nell’organizzazione, ma fuori di essa.
Il potere delle mafie è dentro i luoghi del POTERE e tutta l’azione delle mafie è finalizzata ad acquisire sempre più il POTERE per piegarlo ai propri interessi, agli interessi di oligarchie criminali alle quali non interessa affatto il bene comune ma quello personale, del gruppo, del clan.
E’ questo che DEBBONO capire i cittadini perbene, le persone oneste!
Ecco tutto il senso della lotta dell’Associazione Caponnetto e dei suoi insistenti appelli a cambiare il “modello” della lotta alle mafie.
Appelli, quelli suoi, ovviamente rivolti a chi è in buonafede e a chi crede veramente nella Giustizia, nella Democrazia e nello Stato di diritto.
Appelli – lo sappiamo – destinati, invece, a cadere nel vuoto da parte di chi alla strada della Giustizia e del bene comune ha preferito e preferisce quella del ladrocinio, della corruzione e del crimine.
La strada delle mafie.
Quella che noi non imboccheremo mai, costi quello che costi!
Ecco cos’è l’Associazione Caponnetto.
Lo Stato-Stato, quello per il quale hanno combattuto e sono morti molti dei nostri genitori, sta soccombendo rispetto allo stato-mafia rappresentato da una massa enorme di politici, imprenditori, funzionari e cittadini corrotti e mafiosi e non c’è più tempo per le chiacchiere.
Bisogna aiutare, non con le chiacchiere ma con i fatti, le parti più esposte della Magistratura e delle forze dell’ordine, con le segnalazioni, le denunce, nomi e cognomi, dei corrotti e dei mafiosi.
Questo vuole la Caponnetto e su questo fronte – e solo su questo fronte – essa è impegnata da 15 anni.
Tutto il resto non le interessa.

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