Catturato a Dubai il super latitante Raffaele Imperiale: a casa sua nascondeva i Van Gogh rubati

Il Mattino

Catturato a Dubai il super latitante Raffaele Imperiale: a casa sua nascondeva i Van Gogh rubati

Giovedì 19 Agosto 2021 di Dario Sautto

Terminata la latitanza dorata di Raffaele Imperiale, 46 anni, inserito dal Ministero dell’Interno tra i 6 più pericolosi. Narcotrafficante tra i più potenti al mondo, nato a Castellammare di Stabia da una famiglia di costruttori, da anni sfuggiva alla cattura e si nascondeva a Dubai.

Un’operazione congiunta del Gico della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinata dalla Procura di Napoli, con il supporto dei Servizi Centrali della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, ha portato già lo scorso 4 agosto al suo arresto. A darne la notizia sono state fonti giornalistiche olandesi, prima dell’ufficialità da parte delle autorità italiane, che attendono la sua estradizione.

Imperiale è considerato uno dei latitanti più pericolosi e da tempo protagonista di massimo livello del traffico internazionale di stupefacenti e del riciclaggio di denaro.

L’arresto eseguito dalle Autorità di Dubai concretizza gli sforzi di un’intensa attività di cooperazione internazionale Giudiziaria e di Polizia svolta dal Ministero di Giustizia, dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, anche attraverso le Agenzie di Interpol ed Europol.

 

Raffaele Imperiale è collocato ai primi posti dell’elenco dei latitanti di massima pericolosità della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

Inizialmente noto agli inquirenti come Lello di Ponte Persica, frazione di Castellammare, è stato capace di costruire un imponente network di trafficanti internazionali, in particolare di cocaina.

L’attività di brokeraggio internazionale ed il rapporto d’affari con la criminalità organizzata partenopea sono stati cristallizzati nella prima decade del 2000, quando sono stati documentati contatti con camorristi del clan Di Lauro di Secondigliano, tra cui Elio Amato ed Antonio Orefice. Tale legame è sopravvissuto alla scissione degli Amato dai Di Lauro.

Nel corso degli anni sono stati numerosi gli arresti ed i sequestri che hanno colpito l’organizzazione di Imperiale: tra questi si ricorda il maxi-sequestro di 1.330 kg di cocaina avvenuto a Parigi il 20 settembre 2013, quando nell’occasione è stato tratto in arresto il fedelissimo Vincenzo Aprea, al quale era stato affidato il compito di sovrintendere all’importazione dello stupefacente proveniente con volo di linea Air France da Caracas in Venezuela.

Il patrimonio accumulato gli ha permesso di acquistare sul mercato nero due dipinti di Van Gogh di valore inestimabile, rubati nel 2002 ad Amsterdam in Olanda e ritrovati dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli nella villa di famiglia a Castellammare di Stabia nel 2016.

Il 22 gennaio 2021 Imperiale ha rilasciato un’intervista al Mattino dichiarandosi estraneo alla vicenda, asserendo di aver comprato i preziosissimi quadri in quanto appassionato di Arte.

Il Ministero di Giustizia sta perfezionando in questo periodo le intese per completare la procedura di estradizione in tempi brevi.

 

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