Catello Maresca, il volto dell’anticamorra che il centrodestra vorrebbe sindaco di Napoli

Il Fatto Quotidiano

Catello Maresca, il volto dell’anticamorra che il centrodestra vorrebbe sindaco di Napoli

Sostenuto da Lega e Fratelli d’Italia, il magistrato vorrebbe però presentarsi alle Comunali sostenuto da un suo movimento. Ha al suo fianco parti importanti della società, della cultura e dell’imprenditoria partenopee

di Vincenzo Iurillo | 14 GENNAIO 2021

Inflessibile e caparbio nelle sue indagini, del resto non afferri un supercapo della camorra latitante da 16 anni come Michele Zagaria, se non lo sei. E sarebbe riduttivo fermarsi qui nell’illustrare il bagaglio professionale e umano del pm di Napoli Catello Maresca, 48 anni ben portati, volto noto dell’anticamorra, scrittore di libri e romanzi, docente di legislazione antimafia all’Università Vanvitelli di Napoli, ispiratore ed animatore dell’associazione ‘Arti e Mestieri’ per il recupero di minori a rischio ed ex criminali, voce narrante della docufiction televisiva Il giorno del giudizio su Nove, racconto a puntate sulla cattura di Zagaria, avvenuta anche grazie al primo ‘trojan’ della storia, uno spyware installato sul computer del vivandiere del boss. Mentre impazzava la polemica sui boss scarcerati durante la prima emergenza Covid, Maresca è stato ospite fisso delle trasmissioni di Massimo Giletti per denunciare “la fragilità del sistema penitenziario”, scontrandosi con il direttore del Dap Francesco Basentini.

Ma da qualche settimana Maresca, che da quasi un anno è uscito dalla Procura presso il Tribunale per diventare sostituto procuratore generale di Napoli, è anche altro: è il nome in pole position per la candidatura a sindaco di Napoli per il centrodestra Lega-Forza Italia-Fratelli d’Italia. Partiti entusiasti di poter promuovere la candidatura di una icona della legalità e della società civile partenopea, dopo anni di permeabilità a liste non pulitissime, macchiate di candidati collusi coi clan.

Ed è proprio questo il primo nodo che Maresca vuole sciogliere prima di far uscire la sua candidatura alla luce del sole. Vuole liste intonse, bianche come il bucato trattato con la candeggina. Sulle quali poter dire l’ultima parola. E, se necessario, porre qualche veto. Per non trovarsi nella imbarazzante condizione di essere sostenuto da personaggi discutibili. Oppure da qualche suo ex indagato.

A tal proposito, merita di essere segnalata una curiosità: al tavolo di chi darà il via libera definitivo alla candidatura di Maresca c’è il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Domenico De SianoNel 2015 il pm Maresca ne chiese il rinvio a giudizio per tentata concussione, peculato, tentata epidemia e avvelenamento delle acque, per una vicenda che intersecava i suoi trascorsi di vice sindaco di Lacco Ameno, le presunte pressioni a un comandante dei vigili urbani, sette schede sim distribuite in giunta e un caso di polmonite da legionella registrato in una struttura alberghiera di lusso della famiglia del politico azzurro. Il senatore fu prosciolto dal Gup “perché il fatto non sussiste” per quasi tutte le accuse, la prescrizione cancellò il peculato d’uso dei telefonini.

De Siano è un fedelissimo di Berlusconi ed è un uomo di mondo che non porta rancore. Ma anche se ne serbasse qualche goccia, obbedirà al Cavaliere che – come ha riferito il quotidiano Il Mattino – ha sentito al telefono il magistrato e ha dato il suo ok. “Ho parlato con Maresca, è una persona di buon senso, lo risentirò”. Pochi giorni dopo Matteo Salvini si è allineato. “Maresca è il nostro candidato”. Giorgia Meloni idem, con la riserva di candidare l’avvocato Sergio Rastrelli nel caso Maresca imponga di non schierare simboli di partito.

Napoli è la terza città d’Italia e una candidatura a sindaco non può prescindere da accordi e strategie decisi sui tavoli nazionali. E quello dei simboli di partito è un altro dei nodi che Maresca vorrebbe sciogliere nel modo a lui preferito. Il magistrato vorrebbe candidarsi da leader di un suo movimento ed essere affiancato da sole liste civiche. Berlusconi, Salvini e Meloni attraverso i loro emissari gli hanno detto che gradirebbero un percorso diverso: Maresca candidato da un movimento civico col quale i partiti tradizionali si alleerebbero una volta ufficializzata la sua discesa in campo.

In ogni caso, a Maresca contatti e amicizie nella società civile mancano. A cominciare da quelli con il gruppo editoriale ‘Rogiosi’ di Rosario Bianco, cofondatore con il pm di ‘Arti e Mestieri’, che ne pubblica i testi universitari e i libri ispirati alle sue indagini. Proseguendo con ‘Pegaso’, colosso nazionale dell’insegnamento universitario on line, il cui presidente, Danilo Iervolino, accompagna spesso le iniziative culturali e sociali di Maresca.

Sono pronti a sostenerlo altri esponenti della crema dell’imprenditoria di Napoli, tra cui il re delle cravatte Maurizio Marinella e il presidente dei giovani industriali Vittorio Ciotola, e forse persino qualche nome finora vicino al sindaco de Magistris, come Amedeo Manzo, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Napoli, confermato dal sindaco amministratore unico della partecipata ‘Napoli holding’.

Stringi stringi, per Maresca non sarebbe la prima volta in politica: a 21 anni, studente in giurisprudenza, fu eletto consigliere comunale a San Giorgio a Cremano (Napoli). Era il 1993, lista di centrosinistra ‘Alleanza Democratica’. A sostegno di una giunta di centrosinistra guidata da Aldo Vella, il sindaco che qualche anno dopo ha intitolato una piazza della città al concittadino Massimo Troisi.

 

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