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Catanzaro e la massomafia. Il ruolo della Chiesa deviata e l’uomo del “Vescovo” nella loggia di Pittelli

Da Iacchite -17 Ottobre 2023

Catanzaro è la città della massomafia? Abbiamo visto e letto che è così, ma il quadro non è concluso, per come non è conclusa l’aspettativa che i cittadini ripongono nel procuratore Gratteri e nella sua azione per una soluzione del problema morale della città.

Ci siamo domandati: perché alcune attività investigative sono rimaste inchiodate sui tavoli della procura cittadina? Abbiamo certificato dal fiume maleodorante di carte ormai pubbliche, che il sistema Catanzaro è conosciuto ormai da anni, è la caratteristica affaristica della città, ma galleggia in una presunta impunibilità, dove la giustizia non arriva mai al porto di una risposta decisiva. E questo rende ogni giorno più forti questi delinquenti, che dicono a tutti di non temere nessuna “giustizia” perché la legge sarebbero loro stessi.

C’è in questa caratteristica cittadina un’altra zona grigia, che si aggiunge e recita un ruolo di primissimo piano, nel rallentamento o nel seppellimento delle inchieste pericolose, nel palazzo di giustizia: la Chiesa.

Chiesa, politica, imprenditori e ‘ndrangheta questo è il quadrilatero magico che tiene il filo delle consorterie catanzaresi.

Si dice che pur di garantire una sorta di equilibrio cittadino a Catanzaro, sia addirittura intervenuta la Curia dell’Arcivescovado locale, allo scopo di relegare qualche inchiesta così scottante, in qualche cassetto polveroso della procura di Catanzaro.

Dai documenti in possesso abbiamo chiaramente percepito che esisteva una regia occulta trasversale a Catanzaro, secondo la quale non bisognava disturbare l’allora sindaco Sergio Abramo (Sergiun) ed i suoi commensali, troppo impegnati a mangiarsi una città.

Ecco allora spiegato il perché uno come Mimmo Tallini (l’impresentabile), sia riuscito a mettere in piedi una holding del malaffare, benedetto anche lui come l’ex sindaco Abramo, dalle “sacre stanze” della Curia locale, senza dimenticare le segreterie più o meno sacre, che nel tempo si sono trasformate in sedi politiche, a seconda dell’opportunità, le cui richieste o preghiere laiche vengono trasferite al sistema Catanzaro. Che con il successo di Fiorita non è cambiato di una virgola, dal momento che tutti sanno che proprio Tallini è stato uno dei principali sponsor di Fiorita.


C’è dunque un’alleanza fra “grembiule” e “porpora”, che senza andare tanto lontano, conferma a Catanzaro l’esistenza di un intreccio blasfemo, lo stesso che sembra emergere ultimamente anche nei Sacri Palazzi della Curia Romana…

Noi comunque continuiamo nella nostra narrazione, convinti solo che un’informazione libera, fra tanti venduti, può e deve come imperativo fare emergere tutto il marcio esistente nella città di Catanzaro, sia pure confuso dal profumo aromatico dell’incenso.

Quel marcio fatto di compromesso, di ambiguità, di silenzi, ma soprattutto di denunce e segnalazioni rese da pochi coraggiosi, come il dirigente del comune di Catanzaro Andrea Adelchi Ottaviano, che sembrano non trovare conforto dall’azione della procura di Catanzaro. Ritardi fisiologici di indagini complesse? Ancora non lo sappiamo.

Allo stato, oggettivamente, ci sono inchieste e prove documentali, oltre che testimonianze, a riprova dell’esistenza del sistema Catanzaro, dove la Chiesa e la politica, grazie ad amici imprenditori (le ditte amiche), agevolano la ‘ndrangheta e, dove tutto si coagula in quei luoghi oscuramente trasversali, quelli che sono il mondo di mezzo delle Logge cittadine.

Questa è Catanzaro. Questa è la massomafia che emerge dalle carte della procura di Catanzaro, che il dottore Gratteri non può non conoscere.

Sono Abramo & Tallini i dominus del sistema Catanzaro. Un meccanismo collaudato ed impermeabile o quasi a qualsiasi azione giudiziaria, grazie ai favori resi ai tanti inquirenti,  forze dell’ordine, sempre pronti a chiedere ed ottenere un posto di lavoro a Sergiareddu o Mimmareddu, per le loro mogli, figlie o amanti, senza dimenticare i buoni uffici di ascolto e risoluzione svolto dalle segreterie della Curia cittadinaorganica e fondamentale all’impunità del sistema Catanzaro.

La Chiesa, anzi la Curia cittadina assicura i suoi buoni uffici nel palazzo della procura, per sostenere e garantire in un’alleanza moralmente più che deprecabile con le logge della massoneria cittadina, il sistema Catanzaro, salvo poi recitare grandi omelie fumose, giusto per disperdere l’attenzione del popolo credente.

Questa specie di tutela divina di fatto garantisce anche i facchini, trasportatori di mbasciate e stipendiati dalle politica, che sono sempre i consiglieri comunali, facilitatori delle ditte amiche e garantisti del sistema Catanzaro tra i quali Sergio Costanzo, Antonio Corsi detto Jonny, Luigi Levato, Andrea Amendola… giusto per citare i primi che ci vengono in mente.

C’è di più… qualche mese fa abbiamo citato l’articolo del Corriere della Calabria con il titolo: “LOGGE E APPALTI. Corruzione, indagati tre candidati al Consiglio di Catanzaro. Imprenditori e politici nascosti dietro grembiuli e cappucci, seduti allo stesso tavolo per decidere il futuro e la spartizione degli appalti pubblici. E’ l’ultimo terremoto giudiziario che sta per abbattersi sul capoluogo catanzarese…”

Abbiamo parlato di una indagine del 2011 della procura di Catanzaro, anche questa sparita dai radar della legalità, su alcuni consiglieri comunali in odore di loggia, ma leggendo con più attenzione abbiamo scoperto un altro elemento interessante, che si collega alle parole del dottore Gratteri, quando punta il dito sui servitori dello Stato” non troppo fedeli, anzi diciamo infedeli.

Quello che viene fuori è il nome di Antonello Formica, appartenente alle forze dell’ordine, poi vicesindaco e adesso addirittura sindaco del comune di Settingiano (Cz), il cui fascicolo insieme a quelli degli altri, sembra sparito senza un perché … Ma quello stesso Formica, tuttavia, in qualche modo, è ricomparso nella famosa inchiesta di Gratteri, “Basso profilo” e certamente sarà stato interrogato da Gratteri. Con quali risultati sinceramente non sappiamo…

Ricordiamo che il comune di Settingiano è stato già lambito territorialmente dall’indagine Rinascita-Scott, dove si trova il Ristorante l’Orso Cattivo, sede delle riunioni delle logge in correlazione alla posizione dell’avvocato Giancarlo Pittelli. Da questo fascicolo d’indagine appare che proprio Formica abbia avuto relazioni con tale Giuseppe Grande, imprenditore massone definito il re del pellet di Amato, che una volta caduto in disgrazia economica, fu costretto ad espatriare in Albania, scaricato dalla loggia, come peraltro ha fatto Stefano Bisi, Gran Maestro del GOI con Giancarlo Pittelli.

Fra le frequentazioni di Antonello Formica, atti dell’inchiesta Rinascita Scott, ritorna il colonnello dell’Arma Giorgio Naselli, quello che era in rapporti con l’avvocato Giancarlo Pittelli, e giocatore amatoriale nelle partitelle a calcetto della Catanzaro che conta e che frequenta l’assemblea cittadina. Ma c’è anche un altro ufficiale dell’Arma, sempre amico di Antonello Formica, il colonnello Francesco Merone. Sono le intercettazioni telefoniche di Pittelli che delineano la figura di questo ufficiale dell’Arma, non indagato, ma che voleva entrare anche lui nella massoneria usando i buoni uffici e le conoscenze di Pittelli, come emerge dagli atti: «Ti stavo dicendo, che ho parlato con Bisi per il nostro amico… Per il colonnello», spiegava Giuseppe Messina (non indagato ed estraneo ad ipotesi di reato), figura di peso della massoneria calabrese a Pittelli. Siamo nel marzo del 2018. «Sì…», annuiva Pittelli. «Eh, allora va benissimo, dice… Dice… Ultimamente mi ha fatto una battuta, dice “Non è che ci vengono ad infiltrare perché qua? Gli alti vertici, stanno arrivando tutti da noi, a Roma”». «Per carità di Dio». «No, no era, ma lui lo ha fatto una battuta e io gliene ho fatta un’altra “dico, va bene verranno a rendersi conto di quello che facciamo”. No, è stato contentissimo di questo, anche perché gli ho detto che veniva da te la proposta, no?»…

Dalle intercettazioni di Rinascita-Scott, che si collegano con quell’inchiesta dispersa in procura sull’appartenenza alle logge di consiglieri comunali di Catanzaro e su un servitore dello Stato, oggi vicesindaco di Settingiano, viene fuori, citato in un colloquio telefonico fra Pittelli e Merone, anche il nome di Vescovo …: «i guai che ci sta facendo Gratteri…». E Merone, con voce misurata: «Deve finire… Abbiamo finito… Tutta sta cosa…». E poi, il militare: «Pare che ci si sia messo pure con il vescovo di mezzo…». «Contro il vescovo?», domanda l’ex parlamentare indagato. «No, insieme! – è la risposta – Sì, sono andati proprio [incomprensibile] insieme…». «Sono andati?», domanda Pittelli.

Chi è il Vescovo in questione? Che relazione c’è con l’insabbiamento di alcune inchieste alla procura di Catanzaro? Questo cercheremo di capirlo…

Per come cercheremo di capire perché si dice negli ambienti della gestione allegra del comune di Settingiano e che correlazione ci sia con un altro gruppo politico di potere, messo alle corde da Abramo & Tallini, che fa riferimento all’ex senatore Piero Aiello ed al consigliere regionale Baldo Esposito, al cui gruppo appartiene anche Polimeni junior. Marco Polimeni, già Presidente del Consiglio comunale della città capoluogo di regione, quello che sperava di vestire la fascia tricolore di “nuovo” sindaco della città di Catanzaro: la città del sistema Catanzaro. Che continua – imperterrito – ad andare avanti. Anche travestito da “Fiorita”. 

Fonte:https://www.iacchite.blog/catanzaro-e-la-massomafia-il-ruolo-della-chiesa-deviata-e-luomo-del-vescovo-nella-loggia-di-pittelli-ktm/