Castellammare, tangenti e regali ai funzionari di Autostrade: i Vuolo a processo

Castellammare, tangenti e regali ai funzionari di Autostrade: i Vuolo a processo

Prima udienza per gli imprenditori stabiesi accusati di corruzione

di Redazione

Mazzette e una Mercedes per truccare gli appalti e ottenere i lavori dalla società Autostrade. Cominciato il processo al “re del ferro”, lo stabiese Mario Vuolo e al figlio Pasquale. Imprenditori di Castellammare che sono tra gli undici imputati del processo di Roma, partito grazie alle dichiarazioni del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto. Il processo romano ruota intorno ai lavori pubblici dati in appalto all’impresa stabiese che, per l’accusa, avrebbe corrotto funzionari per aggiudicarsi la realizzazione di caselli autostradali e cavalcavia. La prima udienza, prevista ad aprile, è slittata a luglio per l’emergenza Covid che ha fermato l’Italia. Ammesse come parti civili l’Associazione Caponnetto, dell’Associazione AssoConsumatori e di Autostrade. A processo con i Vuolo, padre di 68 anni e figlio di 42 anni, Vittorio Giovannercole funzionario di Autostrade come Gianni Marchi di 52 anni, poi i tecnici della società che ha subappaltato i lavori Riccardo Scorsone 63 anni, Pasquino Stati 49 anni e l’ingegnere Giuseppe Pace. Nella lista degli imputati Vincenzo Esposito, 77 anni di Gragnano, Agostino Cafiero, 42 anni di Vico Equense, Antonino De Angelis, 53 anni di Sant’Agnello e Giuseppina Cardone 64 anni di Castellammare. Tutto è partito dalle denunce del collaboratore di giustizia Ciliberto che, da ex dipendente dei Vuolo, ha raccontato agli inquirenti di regali e soldi, come una Mercedes da 50 mila euro in cambio dell’ingresso nel sistema degli appalti in tutta Italia. Un sistema che secondo le pesanti dichiarazioni del collaboratore di giustizia avrebbe portato alla realizzazione di opere mal fatte e a rischio per la sicurezza dei viaggiatori.

Fonte:https://www.ilcorrierino.com/

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