Castellammare, il boss Mosca: “Ho conosciuto il parlamentare azzurro Pentangelo”

Il Fatto Quotidiano

Castellammare, il boss Mosca: “Ho conosciuto il parlamentare azzurro Pentangelo”

Parlando in auto con l’imprenditore del burro Gerardo Delle Donne, l’esponente del clan D’Alessandro riporta particolari del suo incontro con il deputato di Forza Italia

di Vincenzo Iurillo | 25 MARZO 2021

Il boss del clan D’Alessandro Sergio Mosca sostenne elettoralmente Forza Italia alle amministrative del 2018 di Castellammare di Stabia, e venne intercettato dai carabinieri del nucleo investigativo di Torre Annunziata mentre diceva di conoscere il deputato azzurro Antonio Pentangelo. Mosca, secondo le trascrizioni delle conversazioni agli atti di un’inchiesta della Dda di Napoli, avrebbe appoggiato Forza Italia con discrezione, chiedendo pochi bigliettini facsimili per un candidato al consiglio comunale suggerito da un coindagato della cosca, l’imprenditore del burro Gerardo Delle Donne. “Un appoggio familiare”, è la sintesi che gli inquirenti fanno del ragionamento di Mosca “perché una concentrazione di preferenze provenienti da Scanzano (il quartiere roccaforte del clan, ndr) lo avrebbe alla fine danneggiato”.

Il nome dell’aspirante consigliere comunale non emerge dall’intercettazione. Ne spunta invece un altro: quello del parlamentare azzurro Pentangelo, già sindaco di Lettere per dieci anni, coordinatore di Forza Italia nella provincia di Napoli, leader del partito di Berlusconi nel comprensorio stabiese. È indagato per corruzione dalla procura di Torre Annunziata, con l’accusa di aver ricevuto in dono un Rolex per favorire i desiderata dell’imprenditore stabiese Adolfo Greco, arrestato tre volte in meno di due anni con pesanti imputazioni di collusioni coi clan stabiesi e casalesi e per aver provato a realizzare a suon di tangenti e regali un insediamento residenziale a Castellammare di Stabia.

Pentangelo è estraneo all’inchiesta di Napoli, coordinata dal procuratore capo Giovanni Melillo e dal pm Giuseppe Cimmarotta, e culminata martedì 23 marzo in sedici misure cautelari ai vertici della cosca, accusati di associazione camorristica ed estorsione. In un’intercettazione, riportata nell’ordinanza firmata dal Gip Francesco Finamore, Mosca e Delle Donne affermano di conoscere il deputato. Ne parlano a proposito della candidatura in Forza Italia del loro conoscente.

Mosca: (…) Si è messo con Forza Italia si è messo?

Delle Donne: eh sta con inc… Pentangelo…. ya bene come partito è buono … tramite ….

Mosca: Pentangelo è quello di Lettere?

Delle Donne: eh…

Mosca: Un bravo ragazzo….

Delle Donne: inc … coordinatore inc …

Mosca: a Castellammare … quello è un bravo ragazzo … l’ho conosciuto a casa di Peppe C. quello degli orologi…

Delle Donne: eh eh. …

Mosca: Sempre compagno a Pasqualino (Pasquale D’Alessandro, boss detenuto a Sassari dove sconta una condanna a 30 anni per associazione camorristica ed omicidio, è il genero di Mosca, ndr)

Delle Donne: eh eh. …

Mosca: inc …. piacere … si è comprato gli orologi dalle mani di inc …. ! No ma quelli sono solo una maniata di merda fanno solo chiacchiere …!

Il colloquio è stato registrato da una cimice piazzata nella Ford Fiesta di Mosca. È avvenuto il 23 maggio 2018. Si sarebbe votato il 10 giugno successivo, con ballottaggio il 24 giugno. Verrà eletto sindaco Gaetano Cimmino di Forza Italia, che qualche settimana dopo conquisterà la ribalta della cronaca nazionale per una clamorosa nomina in giunta: quella del maggiore dei carabinieri del Noe Gianpaolo Scafarto, l’investigatore del caso Consip, come assessore alla Legalità.

Giustizia di Fatto ha provato a contattare l’onorevole Pentangelo, al telefono e tramite sms, per chiedergli un commento, una replica all’intercettazione che lo riguarda, e per ascoltarne la versione. Senza riuscire a ottenere una risposta.

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